Senza compassione si torna nelle caverne

Nei giorni scorsi, approfittando di un’ora libera, sono uscito dal mio studio e mi sono diretto al centro commerciale, che dista 300 metri. Dovevo comperare i sacchetti che utilizziamo per la raccolta degli escrementi dei nostri cani. Continua a leggere “Senza compassione si torna nelle caverne”

L’anima in 140 caratteri

Trovo che la fantascienza sia un notevole pretesto per speculare su di noi, e mi piace molto vedere come, dopo qualche decennio di esplorazioni su mondi lontani, scoprendo civiltà aliene e in qualche modo inventando il futuro, il genere abbia fatto ritorno a “casa”, forse la sua vera casa: il cuore dell’uomo.
Un ritorno che aiuta a domandarsi, e a domandarci, cosa ci renda umani, come se, una volta visto molto di quello che c’era da vedere lontano da qui, sia tornata la consapevolezza che il mistero più grande cammini ancora, inesplorato, su questo mondo alieno, la Terra. Continua a leggere “L’anima in 140 caratteri”

Niente paura, anche Hitler era un pirla, e guardate che carriera!

Supero, di poco, uno stop. Mortificato, tiro giù il finestrino e chiedo scusa all’uomo di colore che sopraggiunge da sinistra. A sua volta, tira giù il finestrino e mi chiede scusa, sebbene si sia fermato regolarmente. In effetti lo stop c’era solo dalla sua parte e lui lo aveva rispettato, quindi non c’era ragione di chiedermi scusa. Continua a leggere “Niente paura, anche Hitler era un pirla, e guardate che carriera!”

La politica digitale inganna la realtà. Che poi si vendica.

Giovanni, che aveva 20 anni e frequentava un gruppo di ragazzi di cui mi occupavo, raccontava di essere stato chitarrista in una band. Poi qualcuno, stufo delle sue vanterie, gli mise in mano una chitarra, lui la guardò come si guarda un alieno e la restituì, dicendo di non essere particolarmente ispirato. Continua a leggere “La politica digitale inganna la realtà. Che poi si vendica.”

Il cielo stellato sopra di me, il GDPR dentro di me

Fra poco più di un paio di settimane, il 25 maggio, diventerà ufficialmente operativo il regolamento europeo in materia di protezione dei dati (o GDPR, acronimo della denominazione inglese General Data Protection Regulation).
Si tratta di un cambiamento importante, che toccherà in maniera profonda l’attività di chiunque abbia a vario titolo a che fare con i dati dei cittadini dell’Unione Europea.
Al di là degli aspetti tecnico/legali, a loro modo affascinanti, è l’impostazione generale promossa dal regolamento ad essere di particolare interesse, una vera novità dal sapore quasi pedagogico, uno spunto da non lasciarsi scappare per ripensare il modo in cui ognuno di noi si rapporta con chi utilizza le nostre informazioni personali per fornirci qualche tipo di servizio o venderci qualche tipo di prodotto. Continua a leggere “Il cielo stellato sopra di me, il GDPR dentro di me”

La morte si è nascosta

In generale non sono un amante dei festeggiamenti, compresi quelli per la laurea, sebbene comprenda chi la pensa diversamente, in fondo la laurea è il culmine di un percorso che può essere anche molto faticoso.
Fortuna vuole che io sia circondato da persone più sagge di me e che per festeggiare la mia laurea, in un tiepido pomeriggio di qualche anno fa, queste persone siano riuscite a portarmi in un piccolo bar vicino all’università e al luogo in cui lavoro. Continua a leggere “La morte si è nascosta”

Amazon e il suo braccialetto, ovvero perché immaginare oggi il lavoro di domani

Nei giorni scorsi si è molto parlato di un brevetto depositato da Amazon relativo a un braccialetto che i magazzinieri avrebbero dovuto indossare durante il loro lavoro.

La cosa ha destato molto scalpore e ancor più discussioni, purtroppo per i motivi sbagliati, dal momento che il filo del discorso, come ultimamente accade spesso, soprattutto quando si parla di tecnologia, ha abbandonato molto in fretta qualunque connessione con i fatti, divagando deciso sul terreno della distopia più spinta. Continua a leggere “Amazon e il suo braccialetto, ovvero perché immaginare oggi il lavoro di domani”