Correre pensando. Un invito sempre più necessario

Correre pensando è nato, e rimane in vita, per ricordare che l’accelerazione impressa alle nostre giornate produrrà effetti di disumanizzazione, peraltro già molto evidenti. Basta misurare il livello di attenzione che applichiamo a ciò che accade nel mondo, compresi fenomeni di enorme gravità, che passano silenziosamente nell’ingorgo degli stimoli elettronici, confusi nella folla di eventi che tutti i giorni siamo chiamati a filtrare. 

Pare che solo il 20 per cento della popolazione mondiale viva in paesi completamente liberi, se n’è parlato (poco) di recente, dopo la pubblicazione dell’analisi annuale dell’organizzazione non governativa “Freedom House”, che prende in considerazione diritti politici e libertà civili in 210 tra nazioni e territori. 

Numeri impressionanti, sui quali però pochi si sbracciano davvero, che dicono di un Pianeta-prigione per la maggior parte dei suoi abitanti, anche per i giovani, che di questa terra dovrebbero essere il futuro. 

Malgrado questo autentico meteorite, che sembra riguardare un’altra galassia, da un anno nel nostro paese si organizzano pubblici piagnistei per la didattica a distanza e per alcune misure di contenimento della vita sociale di bambini e ragazzi, un sacrificio necessario per garantire la sicurezza di tutti e superare la pandemia, nella stessa epoca in cui le nuove generazioni di grande parte della Terra sono schiacciate, umiliate, private della libertà, qualche volta della vita. Non si perdono qualche mese di lezioni in presenza e una dozzina di torte di compleanno, se mai se le perdono. 

Abbiamo letto prese di posizione “ruffiane”, orientate a lisciare il pelo a figli e genitori, “vittime” delle misure restrittive, come se gli altri cittadini si stessero divertendo, come se non fossero già morte circa 110 mila persone solo in Italia, come se una quantità enorme di cittadini non stesse perdendo le proprie sicurezze, anche piccole, economiche e personali. 

L’inclinazione a compiacere il proprio mercato è un grave sintomo di abdicazione del mondo della cultura, della scienza e di molta politica, tentati, quando non sovrastati, dall’opportunismo, dalla voglia di essere simpatici a tutti i costi, di dire ciò che la gente vuole sentirsi dire. 

Correre pensando, dunque, più che un invito, più che due verbi, paiono una coppia in crisi, col primo che caccia di casa il secondo. 

                                                                    Domenico e Luciano Barrilà

L’immagine in evidenza è una foto del cielo di Marte scattata dal rover Curiosity.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: