di Luciano Barrilà, Giulia Bertone, Marco Cau, Graziano MainoPares

Spunti per realizzare gruppi di lettura online

Venerdì 13 marzo 2020 abbiamo organizzato un web-lab sperimentale delle durata di un’ora dedicato all’organizzazione di gruppi di lettura e in videoconferenza, con due obiettivi in mente:

  • sperimentare l’organizzazione di gruppi di lettura su una piattaforma per videoconferenze;
  • fissare spunti utili per altre occasioni e in contesti analoghi.

Alla proposta hanno aderito una quindicina di persone, così ci è sembrata una buona idea costituire due gruppi, che si sono incontrati in due distinte stanze della piattaforma utilizzata per la videoconferenza: ci è sembrato che un numero contenuto di partecipanti potesse favorire l’interazione. Ciascuno dei due gruppi è stato condotto da due persone: una ha facilitato la discussione e una ha preso appunti in chat. Dal confronto con i partecipanti e dalle note delle due chat abbiamo tratto una serie di spunti che sintetizziamo in questo post.

Modelli di gruppi di lettura

C’è un solo modo per fare gruppi di lettura? No, certo che no. E chi può partecipare? Chi lo desidera. I libri, chi sceglie i libri? Mah, le soluzioni sono le più diverse. E qual è la cadenza giusta per incontrarsi? In genere mensile o trisettimanale, per dare il tempo alle persone di leggere secondo il proprio ritmo, ma ci sono anche esperienze che prevedono incontri più serrati…

Nel web-lab sperimentale abbiamo proposto la lettura del passo La città e gli scambi 1, che narra della città di Eufemia, tratto da Le città invisibili di Italo Calvino. Il brano è stato pensato come metafora di quello che avremmo fatto insieme, è stato anticipato alle persone iscritte nella email di conferma di partecipazione ed è stato letto come innesco in avvio del web-lab per creare l’atmosfera giusta.

Nel confronto tra i partecipanti è emerso che si fanno gruppi di lettura con intenzioni diverse: gruppi di lettura per piacere e per interesse, gruppi di lettura nell’ambito di comunità di pratica, gruppi di lettura in contesti formativi: non esiste un solo modo di fare gruppi di lettura, ogni gruppo parte da presupposti specifici, si attribuisce regole e finalità valide per sé e per i suoi partecipanti.

Ciò che ci sembra accomuni le tipologie di gruppi di lettura che presentiamo di seguito è che non deve mai mancare la fiducia nei confronti dei partecipanti, delle loro competenze e del loro desiderio di condivisione.

Gruppo di lettura tradizionale. Il bibliotecario propone un titolo, ciascuno legge il libro privatamente, ognuno per conto suo, e ci si ritrova per confrontarsi.
Succede ad esempio a Zelo Buon Persico, dove l’incontro, mensile, è l’occasione per discutere dei passi più significativi e delle emozioni suscitate. In questo caso la collaborazione con la biblioteca locale è fondamentale per garantire a tutti la possibilità di ricevere in prestito il volume scelto, in formato cartaceo o elettronico (le risorse elettroniche delle biblioteche sono una miniera!).

Si legge insieme. È una modalità utilizzata soprattutto nella promozione della lettura per i più piccoli e per i ragazzi delle medie. In questo caso gli incontri sono più frequenti, due o tre al mese, e la lettura è condivisa, fatta di volta in volta da chi conduce o da chi partecipa. Lettura e riflessione si svolgono all’interno dello stesso appuntamento.

Cerchio di lettura. Si organizza un cerchio di lettura per condividere le conoscenze di più persone intorno a un tema specifico. Si sceglie un argomento e poi si condividono letture diverse, proposte dai partecipanti. Solitamente i brani si leggono insieme, secondo una formulazione meno rigida rispetto alla lettura di un libro solo. Si tratta di gruppi leggeri, spesso un buon modo per avvicinare alla lettura persone che solitamente se ne tengono alla larga.

Cerchi di lettura all’aperto. Si possono organizzare cerchi di lettura all’aperto; si partecipa portando un brano, un passo breve e lo si condivide; si può partecipare anche senza brano: in quel caso gli organizzatori offrono brevi testi e aforismi ai partecipanti sprovvisti; un modo per avvicinare con leggerezza alla lettura.

Reading collettivi. I reading collettivi sono qualcosa di ancora diverso, uno strumento per condividere in maniera originale situazioni varie di socialità. Ciascuno propone letture in libertà, ognuno sceglie qualcosa che gli corrisponda o che per lui abbia un senso particolare, anche scritti propri. A volte si svolgono in luoghi non dedicati specificatamente alla lettura, come bar o pub attrezzati con un leggìo e qualche sedia ben posizionata. È così che accade, ad esempio, a Pozzuolo Martesana dove la partecipazione e la conduzione sono libere e fluide, ognuno si accoda quando vuole in base ai propri desideri. O, ancora, a Trieste, dove la lettura in un bar è esperienza collaudata.

Scegliere parole a caso. Un’altra modalità possibile, particolarmente creativa e interattiva, è quella di scegliere parole a caso e da quei piccoli stimoli partire per leggere e raccontare storie, come si faceva una volta in cerchio intorno al fuoco. Condividere storie e letture cambia le persone che leggono e cambia le persone che ascoltano, creando una comunità. Potrebbe anche essere un esercizio da utilizzare per animare un cerchio o un gruppo di lettura: si “pescano” parole a caso e ognuno dei presenti racconta una storia. Si può giocare aprendo il libro a caso, scambiando brani, partendo da parole, stupendosi di cosa può venire fuori con disponibilità e apertura da parte di tutti.

Non solo libri. Infine, i gruppi di lettura possono anche essere situazioni in cui la parola scritta è solo uno degli ingredienti, da mescolare con cura insieme ad altre modalità espressive e sensoriali come video o brani musicali. Soprattutto con i ragazzi, questa modalità multimediale si può utilizzare per avvicinare e introdurre un tema prima di leggere, attivando curiosità e voglia di approfondire.

Ragioni per fare gruppi di lettura

Leggere per evadere. Leggere è un modo per evadere, stimola l’immaginazione e il sogno; attraverso la lettura si aprono finestre su vite diverse, si scoprono mondi nuovi, così nella città si possono condividere e vivere molteplici storie.

Leggere per avvicinarsi al mondo. Leggere è anche un modo per avvicinare alle questioni del mondo. Siamo animali sociali, tendiamo naturalmente a cercare connessioni tra le cose che ci circondano e così accade anche quando leggiamo, alla ricerca di legami tra le parole e il contesto storico che stiamo vivendo. Quanto cambia il significato che attribuiamo alla città di Eufemia, ai suoi profumi, al suo scambio di parole e di esperienze in questi giorni di isolamento forzato? Cogliere legami è anche un modo straordinariamente efficace di destare l’interesse, soprattutto con i ragazzi.

Leggere per approfondire questioni. Si può naturalmente leggere anche per approfondire temi insieme, selezionando un gruppo di libri o di brani connessi all’argomento e condividendo pensieri e approfondimenti. Ogni brano apre così nuove piste di lettura, nuove strade per conoscere di più e meglio.

Leggere per il valore dell’incontro e dello scambio. Leggere insieme è un modo per cogliere il valore dell’incontro e dello scambio, nutrienti fondamentali di ogni essere umano. Leggere ad alta voce, leggere agli altri e per gli altri aiuta a parlare di noi, non solo per ciò che scegliamo di condividere (il brano che selezioniamo) ma anche per il modo in cui lo leggiamo, scegliendo un tono e un ritmo che comunicano significato.
La lettura ad alta voce è poi fondamentale con i bambini, per trasmettere e condividere con loro emozioni, sensazioni e risate.

Leggere per il gusto del bello. Un gruppo di lettura può anche porre al centro la bellezza del leggere, il gusto del bello per il bello, senza altri fini. Il bello si può trovare nel contenuto di ciò che viene letto ma anche nella sua forma, nelle parole che l’autore ha scelto per esprimere il suo pensiero.

Leggere per superare la solitudine. Infine, i gruppi di lettura sono anche un modo per superare le solitudini, per ascoltarsi, comunicare sé stessi e aprirsi ad altri punti di vista. Scambi di questo tipo sono centrali nella medicina narrativa, dove la condivisione è trasformativa.

Front e back stage nei gruppi di lettura online

Per attivare, realizzare e dare continuità ai gruppi di lettura online è necessario un lavoro organizzativo di backstage. Si tratta di immaginare e attivare la proposta, di intessere alleanze e supporti, di trovare lo spazio fisico che possa ospitare il gruppo di lettura garantendo condizioni di tranquillità. È necessario poi tenere le fila tra un incontro e l’altro e animare (o condurre con maggiore o minore intensità) i singoli incontri dei gruppi di lettura. Nei gruppi di lettura online lo spazio virtuale è importante come lo è tutto il lavoro di cura organizzativa e promozionale, di facilitazione e di messa a punto via via che il gruppo indica e costruisce il suo percorso.

Tecnologia come spazio di interazione. Accordarsi sulle modalità di interazione è fondamentale in tutte le occasioni di lavoro collettivo. In particolare nei gruppi che operano online ci sono questioni a cui è necessario prestare particolare attenzione a seconda dell’esperienza dei partecipanti: a volte occorre spiegare brevemente come funziona lo spazio tecnologico, altre come utilizzare le modalità per prendere parola e dare i proprio contributi (scrivere, incollare link e citazioni, usare altri programmi a supporto), in generale è sempre essenziale in avvio accordarsi sulle regole essenziali per interagire (microfono aperto o chiuso? videocamera attiva o no? videoregistrare l’intera sessione di lavoro o accordarsi per una sintesi scritta?). La tecnologia può aiutare ad ascoltarsi e a tenere i tempi di parola e di interazione ma è necessaria una regia attenta, che accompagni le persone a modalità di interazione diverse rispetto a quella in presenza.

Tecnologia come strumento di partecipazione. I gruppi online possono abbattere alcune barriere come quelle della distanza, dando la possibilità di collaborare a persone che non vivono in nella stessa città o in prossimità. Naturalmente a condizione che si tengano presenti le variabili in campo e le differenze nell’esperienza e dotazione tecnologica di tutti i partecipanti. Per aiutare chi è meno abituato all’utilizzo di strumenti digitali è importante partire delle tecnologie più diffuse e quindi già conosciute e introdurre tecnologie più complesse quando richiesto dallo svolgimento di attività più articolate. Nel secondo caso può essere utile predisporre e mettere a disposizione dei piccoli tutorial che forniscano istruzioni passo passo o cogliere l’occasione per proporre percorsi di alfabetizzazione digitale.

Bibliografia e link

Il club del libro e della torta di bucce di patata di Guernsey – www.youtube.com/watch?v=fRloeR1R8VQ

Sito web Graziano Maino – mainograz.com/

Sito web Luciano Barrilà – correrepensando.net

Blog Marco Cau – caublog.com

Siti web Pares – www.pares.itwww.progettareinpartnership.it/

Gruppo Facebook “Cosa vuoi che ti legga?” – www.facebook.com/groups/1468623793372368

Gruppo Facebook “LOA Legge in Ogni Angolo” – www.facebook.com/groups/399743130845358/

Italo Calvino, Le città invisibili, Mondadori, 1972.

Crediti

Grazie alle persone che hanno partecipato al web-lab Gruppi di lettura e di studio in videoconferenza di venerdì 13 marzo 2020, 14:30 – 15:30: Alessandra Anzaghi, Andrea Bacicchi, Andrea Bonalumi, Michela Bono, Paolo Corno, Desideria Cortesi, Chiara Depaoli, Rosita Folli, Dario Grison, Monica Maggi, Elena Manara, Monica Sciachitano, Emanuela Scola, Michela Stella, Maria Tesoro, Lucia Tringali, Veronica Trombetta.

Pubblicato da Luciano Barrilà

Psicologo. Sono socio di Pares, società cooperativa in cui mi dedico allo studio dell'innovazione sociale e dei rapporti in continua evoluzione tra esseri umani e tecnologie.

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