È disponibile un nuovo episodio del podcast, questa volta parliamo di metriche e del perché se ne facessimo a meno staremmo tutti molto meglio!

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Riferimento bibliografico

Boers E, Afzali MH, Newton N, Conrod P. Association of Screen Time and Depression in Adolescence. /JAMA Pediatr./ Published online July 15, 2019. doi:10.1001/jamapediatrics.2019.1759

Immagine di Prateek Katyal via Unsplash

Pubblicato da Luciano Barrilà

Psicologo. Sono socio di Pares, società cooperativa in cui mi dedico allo studio dell'innovazione sociale e dei rapporti in continua evoluzione tra esseri umani e tecnologie.

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5 commenti

  1. JAMA sancisce scientificamente quanto immaginabile; basterebbe cogliere quanta voglia di ascolto i nostri giovani avvertono

    un caro saluto, Mauro

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  2. Ciao Luciano, primo: ottima idea il podcast, molto umano e coinvolgente.
    Secondo: ho letto la notizia di Instagram che sperimenta l’assenza di like per gli altri, sono d’accordo con la tua analisi e io credo che con l’assenza completa di questi rinforzi artificiali la situazione potrebbe cambiare, quantomeno sarebbe meno esasperata.
    Sto pensando anche a quanti politici (mettiamoli nella categoria “influencer”) perderebbero potere senza avere un’analisi dei like per tarare le proprie assurde, ma efficaci campagne mediatiche dell’odio.
    Molto interessante anche l’analisi psicologica degli effetti del delta tra la mia realtà, invariata, e quella altrui, magari ritoccata (se non finta) ma decisamente più appealing.

    PS ti ho aggiunto al mio Google Podcast, così posso recuperare anche le altre puntate, tramite il sistema bluetooth interno all’auto: questo per esempio è un risvolto positivo del lato social della rete unito a una tecnologia utile.

    Ciao!

    Piace a 1 persona

    1. Ciao Mattia, parto dal fondo!
      Hai ragione, è un risvolto positivo e devo dirti che Bluetooth sulla macchina e cuffie in treno sono i mezzi che mi hanno fatto appassionare ai podcast, sempre a proposito di tecnologie che cambiano il modo in cui facciamo le cose (in questo caso il modo di viaggiare).

      Per quanto riguarda i politici influencer hai di nuovo ragione. Sarebbe interessante sapere quanta parte dei risultati elettorali sia dovuta al sistematico avvelenamento dei pozzi da parte loro e dei loro collaboratori ma temo sia una domanda destinata a rimanere senza risposta.
      La cosa che mi lascia più perplesso è però il tentativo dell’opposizione di parlare alle persone utilizzando gli stessi strumenti, segno che la confusione è tanta e la consapevolezza che il contenitore determini in parte il contenuto ancora lontana.

      Grazie per il confronto, a presto!

      Piace a 1 persona

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