A Roma una famiglia rom risulta regolarmente assegnataria di un alloggio popolare, eppure, nel giorno in cui ne prende possesso, viene accolta da una violenta aggressione collettiva, da parte di cittadini e militanti di Casa Pound.
La stessa sindaca Virginia Raggi, intervenuta per ricordare che prima degli italiani verrebbero le leggi, si prende gli insulti della folla e necessita di scorta.
I due vicepremier abbracciano la tesi dei facinorosi, prima gli italiani. 
Calcoli elettorali, squallidi, ma questo è il livello.

Domandarsi perché la famiglia rom abbia avuto la casa e quella italiana no è un esercizio che richiede un po’ di fatica ma, a beneficio dei duri di orecchie, facciamo ricorso alle spiegazioni dell’architetto Enrico Puccini, che fu assessore nella giunta di Ignazio Marino, e titolare di un blog molto interessante sull’emergenza abitativa. 

“In Verso una Politica per la Casa, uscito ormai già tre anni fa, pronosticavo come il nostro patrimonio pubblico abitativo non fosse più adatto per ospitare la nuova domanda di alloggi popolari. Il punto di crisi è determinato da una predominanza di alloggi grandi a fronte di una richiesta di nuclei piccoli.  Tutto questo mentre già esiste un forte fenomeno di sottoutilizzo degli alloggi pubblici, un fenomeno non tollerabile in un momento di crisi abitativa”.

Quando, all’inizio degli anni Sessanta fu varata la legge 167, che doveva risolvere il problema abitativo delle famiglie più povere, si ragionò in base alla composizione dei nuclei di allora, che comprendevano quattro o più figli. Dunque, prevalsero i tagli abitativi di oltre 120 metri quadrati. 
Le regole per le assegnazioni seguivano, allora come oggi, la stessa logica, incentrata giustamente sul rapporto metri quadrati/numero di persone che compongono i nuclei familiari. Sennonché adesso è quasi impossibile trovare una famiglia italiana con cinque figli, molto più facile che vi siano famiglie straniere con quei numeri, com’è accaduto per la famiglia rom ingiustamente minacciata a Casal Bruciato. 

Non si possono assegnare alloggi di 130 metri a nuclei formati da 2/3 persone.

Ora, in una circostanza del genere, in cui il 40/50 per cento delle case popolari risulta sovradimensionato rispetto ai bisogni delle famiglie medie italiane, una politica fatta di persone serie e competenti cercherebbe di risolvere il problema, rimodulando le dimensioni degli alloggi. Così aveva provato a fare l’amministrazione di Ignazio Marino, che aveva commissionato una ricerca all’università la Sapienza di Roma, la quale, a sua volta, certificava che il 72% delle case di superficie superiore ai 100 metri quadrati si poteva tecnicamente riconvertire a tagli più piccoli. Poi quell’amministrazione era caduta, a causa dello zelo che il Movimento 5 Stelle è bravissimo ad applicare quando valuta l’operato altrui, e le cose si erano fermate.

Certo, l’intervento avrebbe richiesto molti soldi e sarebbe stato necessario accompagnarlo ad una revisione dei criteri di assegnazione ugualmente strutturale, ma il punto è che quella giunta aveva provato a fare il passo più impegnativo di tutti, quello che dalle parole, buttate a caso, senza criterio e senza verifica, cala nella realtà.

Adesso siamo al teatro dell’assurdo, sulla pelle della povera gente, di cui fa parte anche la popolazione che abbocca al cinismo narrativo dei nuovi governanti, che recitano tutte le parti in commedia: la maggioranza, l’opposizione, la piazza, le vittime e i carnefici. Un eclettismo spettacolare, figlio delle nuove tecnologie e dell’uso spregiudicato, sovente ai limiti del delinquenziale, dei social network.

Così un governo qualsiasi, che non affronta i problemi e non cambia le leggi, giocando bene la carta della narrazione manipolata può avere ragione anche quando è la causa del problema. 

Se qualcuno dei lettori si sente indignato, possiamo capire, ma gli suggeriamo di non perdere tempo, sarebbe più utile si domandasse quale ruolo egli recita in questa operazione di falsificazione costante, in cui ci sono pochi innocenti e molte vittime.

Luciano e Domenico Barrilà

Immagine di Casal Bruciato da Google Maps

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6 commenti

  1. condivido purtroppo ci va di mezzo la povera gente a farne le spese e i governanti del nostro paese fanno sempre pochissimo x le famiglie, non ci sono mai i soldi x far niente di utile al paese continuiamo dare soldi ha chi a fatto fallire banche alitalia ecc a questi dirigenti che hanno amministrato male..era ottima idea di Marino.

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    1. I soldi ci sono, caro Giuseppe, ad esempio con i 49 milioni usati illegalmente dalle Lega si potevano frazionare almeno 1500 appartamenti grandi, ricavandone 3 mila per le famiglie piccole, la stragrande maggioranza delle quali sono italiane.

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  2. Gli strumenti sociali devono essere priorità di chi li ha finanziati. Meno propaganda e più vera politica sociale. La giustificazione della metratura degli alloggi è ridicola.

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    1. Appunto, basterebbe cambiare le norme, però a Matteo Salvini e anche ai 5 Stelle forse interessa di più la rabbia sociale.

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      1. in questi giorni qualcuno ha detto “+ case – Pound” … peccato che il nome di un grandissimo poeta venga brutalmente strumentalizzato da chi non conosce i “Cantos” …
        riporto un brano da “all this useless beauty” di Elvis Costello:
        Nonsense prevails, modesty fails
        Grace and virtue turn into stupidity
        While the calendar fades almost all barricades to a pale compromise
        And our leaders have feasts on the backsides of beasts …
        un caro saluto, Mauro

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  3. Il comportamento dei militanti di Casa Pound, nello specifico e, in generale, gli appartenenti a gruppi estremisti, mi ricordano le parole di una pagina del Vangelo in cui ci si interroga come sia possibile non accorgersi della trave all’interno del nostro occhio e pretendere di togliere la pagliuzza nell’occhio del fratello.
    Scendere nelle piazze, nelle strade per manifestare contro l’illegalita’ e la violenza sulle donne, per poi tranquillamente stare all’interno delle “proprie” mura in un palazzo occupato abusivamente ormai da diversi anni, mentre fuori chi appoggia la stessa ideologia politica, stupra una donna con la convinzione di poterla fare franca, e’ davvero una storia brutta e incredibile.
    Ma la cosa piu’ incredibile e’ l’indifferenza dei politici che, pur sapendo, preferiscono volgere lo sguardo dall’altra parte.

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