Qualche amico mi chiede come mai, pure essendo anni luce lontano dalla cultura neofascista della Lega, consideri molto più pericoloso il M5S.

Prima di rispondere, preciso che quella valutazione era approssimata per difetto, in realtà considero il Movimento una grave minaccia per la democrazia mentre nella Lega vedo una delle tante facce dei fascismi che siamo chiamati a combattere tutti i giorni ma che, sia pure con fatica, teniamo a bada da anni. L’Italia da settant’anni è democratica, significa che ci siamo difesi bene.

Il fatto è che adesso c’è stato un salto di scala di micidiale pericolosità, perché il Movimento 5 Stelle, rappresenta la trasposizione politica di alcuni sintomi psichiatrici, che originano direttamente dalla testa del fondatore e possono sbriciolare tutti i meccanismi di difesa della nostra società.

Credo di avere spiegato il mio pensiero in diversi articoli, in particolare in uno, intitolato “M5S. Padre sconclusionato, figli disorientati”.

Oscillazioni costanti e incontrollate su temi che sembravano cavalli di battaglia irrinunciabili.  Capovolgimenti, repentini e opportunistici, di posizioni, anche attraverso membri di spicco, su nodi fondamentali. Dipendenza dal potere, maturata in fretta, cedendo su ogni forma di principio proclamato. Posizioni criminali su argomenti suscettibili di generare catastrofi, prima culturali e dopo sanitarie, vedi xylella e vaccini. Infantilismo irresponsabile e senza precedenti su delicate questioni internazionali. Senza contare mille e mille altri segnali, impossibili da elencare nello spazio di un post.

Tutti sintomi di un quadro di grave di instabilità, psicopolitica, come in un magma privo di nucleo, perennemente in cerca di una stabilizzazione impossibile da realizzarsi, perché la base di partenza è malata. L’imprinting è violento e psicotico.

Per capire quanto, basterebbe rivedere i dvd dei vecchi spettacoli del comico, impregnati di paranoia, di messaggi ripetitivi, incardinati sul costante monoideismo persecutorio di una mente che non si fida nemmeno della sua ombra e vede congiure dappertutto. Un uomo cupo, arrabbiato, angosciato, aggressivo, che ripete all’infinito delle colossali banalità per farle apparire più veritiere ad ogni passaggio, alludendo senza sosta a poteri oscuri che brigherebbero per rubare la vita ai cittadini.

Le modalità del fondatore, un incrocio tra Say Baba, Ron Hubbard e don Luigi Giussani, sono replicate, in misure variabili, da tutti gli adepti, completamente privi di spirito critico, che si sentono investiti di una missione e sono posseduti da una sorta di zelo che non si riscontra nemmeno in Scientology.

Tutto questo, purtroppo, è stato amplificato in modo esponenziale dalle stesse modalità di propagazione. L’immaterialità del digitale, usata con maestria nella stanza dei bottoni del Movimento, consente la creazione di scenari fantasmatici, appoggiati su contrapposizioni semplici, su codici binari che viaggiano in fretta ma richiedono tempo e fatica per essere smentiti. Pratiche allusive, insinuanti, talmente veloci che quando si è reperito l’antidoto sono spariti all’orizzonte, generando altri danni nei meccanismi percettivi dei cittadini. 

Il dramma, perché di questo si tratta, è che la nostra democrazia, sostenuta da una grande Costituzione, risulta attrezzata per difendersi da minacce tridimensionali, fascismi inclusi, ma appare indifesa di fronte alla paranoia, istillata nella collettività e nella politica da professionisti risoluti e da paranoici veri, attraverso le nuove tecnologie.

Il fascismo è un grande nemico, ma la paranoia digitale può essere mortale, perché minaccia i nostri neuroni, asservendoli con la perfidia dell’orco che offre caramelle davanti alla scuola elementare.

Domenico Barrilà

Immagine di Elijah O’Donnell via Unsplash

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19 commenti

    1. Proprio così Francesca, il silenzio sta creando la sensazione generale che va bene così. Abbiamo dei doveri verso noi stessi e verso le giovani generazioni. Grazie

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  1. Un piccolo episodio.
    Ieri stavo bevendo un caffè al bar, di fianco a me c’erano due persone, una raccontava all’altra di un ragazzo pescato dal controllore del treno senza biglietto.
    A un certo punto gli esce dalla bocca un “negro di merda” pronunciato a un volume e con una serenità cui non avevo mai assistito.
    Non l’ha urlato, come un qualunque hooligan, non era nemmeno rosso in volto, come chi si lascia sfuggire bestialità travolto dall’ira.
    No, era sereno, come se avesse detto “buongiorno, per me un caffè”.

    Chi pensa che questo governo abbia reso molti nostri concittadini dei razzisti sbaglia, la verità è che lo sono sempre stati. Questo governo ha solo aperto i tombini, i liquami tossici che ne fuoriescono erano già lì da molto tempo, in attesa di trovare una sponda capace di tutelarli.

    Mentre bevevo il mio caffè non ho potuto fare a meno di domandarmi chi saranno i prossimi, una volta finiti i “negri di merda”, cui cercheremo di accollare la responsabilità dei nostri fallimenti individuali.

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  2. Come dicevo, questo è solo l’inizio, anzi la prosecuzione di un lavoro di demolizione civile avviato da decenni e ora accelerato grazie alla genialità dei cyber fascisti.
    Trent’anni fa il nero ero io, perché i leghisti ce l’avevano con noi terroni, adesso i terroni votano i leghisti. Una sindrome di Stoccolma mai vista, ma i leghisti sono rimasti anti meridionali.

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  3. alle “posizioni criminali sanitarie” ne va aggiunta una di non poco rilievo: la nomina tra i membri eletti del Consiglio Superiore di Sanità – dopo l’espulsione in tronco [immotivata e senza nessuna audizione] di tutti gli altri precedenti – di tale Riccardi, che ci rimanda a “stamina” …

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  4. Caro Mauro, si va a orecchio ma con una meta precisa. Abbattere qualsiasi segnale di scienza, di progresso, di civiltà. Punire tutto ciò che li sovrasta e rende visibile la loro ignoranza.

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  5. mi correggo per avere sbagliato nel riportare il nome: quello corretto è Camillo Ricordi
    trascrivo anche una sua dichiarazione, apparsa su “Quotidiano Sanità”:
    “Caro ministro,
    Volevo ringraziarla per la nomina, tuttavia, in relazione a quanto riportato su diversi organi di stampa, mi occorre precisare quanto segue:

    non ho mai detto di essere a favore di Vannoni o del Metodo Stamina, ma ero favorevole alla verifica rigorosa scientifica del prodotto cellulare ottenuto con tale “metodo”. Avevo offerto una verifica scientifica indipendente, perché il centro che dirigo a Miami si occupa di questo tipo di controlli per distinguere i venditori di fumo dalle speranze reali di nuovi trattamenti.
    Non ho mai messo a disposizione di Vannoni i laboratori di Miami, ma ho messo a disposizione del ministero della Salute la possibilità di utilizzare il nostro Fast Track Center For Testing per fare test di qualità e di verifica dei prodotti cellulari.

    Su http://www.clinicaltrials.gov ci sono oggi ben 21 trial clinici su cellule mesenchimali staminali (MSC) nel trattamento della SLA e anche nel mio centro ne stiamo avviando un trial clinico per l’utilizzo di queste cellule nelle malattie neurodegenerative” conclude Ricordi.
    A questo punto mi occorre ricordare che eminenti scienziati si sono dimessi da fondazioni attigue, e che certe ambiguità sono state riportate in un articolo di Allison Abbot, su Nature, disponibile in rete.

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  6. Sono tossine subdole e silenti: atteggiamenti di intolleranza che si sarebbero giudicati inammissibili solo qualche tempo fa, ora ci appaiono non dico normali, ma tristemente inevitabili….dobbiamo tutti ri-imparare che diritti e democrazia non sono un dono definitivamente acquisito, ma una conquista da salvaguardare anche nel piccolo mondo del nostro quotidiano

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  7. Vero, Antonietta, tutto ciò che dice. Le sue sono parole da persona equilibrata, ma purtroppo nella stanza dei bottoni ci sono dei drop out inebriati dall’occasione della vita. Ci vorrà tempo per rimandarli da dove sono venuti, nel frattempo lo spazio dei diritti si contrarrà parecchio, ci saranno vittime di questa barbarie, a cominciare dai gay, che ridiventeranno froci, nel silenzio complice della vera disgrazia di questi anni, il M5S.
    Il punto è che la gente se ne accorge sempre il giorno dopo, poi rimuove l’errore dalla memoria e ne commette uno uguale dopo qualche anno. Non è il caso di rassegnarsi, ma certo ci vuole una bella pazienza. Grazie.

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    1. Monica, la tua è una pericolosa semplificazione, è come se dicessi che tutti gli esseri viventi con due occhi, un naso e una bocca sono uguali. Un blog è solo un mezzo, dietro di esso ci sono le persone, molto diverse tra di loro con storie non comparabili.
      Dietro a quello cui fai riferimento c’era un comico disturbato, che col potere aveva filato, facendo soldi a palate, fino a quando non è stato cacciato, e c’è un’azienda in cerca di business.
      Quando tale premessa genera mostri, significa che le persone, adepti e simpatizzanti non vigilavano, che avevano portato il cervello all’ammasso. L’esito lo vedi bene anche tu, il cyber fascismo sta mettendo il mondo in ginocchio, sta cambiando i connotati di una specie che è riuscita ad avere la meglio sulle avversità proprio grazie alla sua natura cooperativa, solidale.Mettere un venditore di gazzose e un ragazzo da osteria milanese ai vertici del governo, non è proprio un atto d’amore verso il Paese.
      L’idea che siamo tutti uguali è esattamente la trappola che permette alla Lega e ai 5 Stelle di dire che tutta la politica fa schifo perché, tanto, i partiti sono tutti uguali, così sono arrivati loro che sono molto peggio, perché incarnano gli stessi difetti degli altri, perseguibili però dalla legge, e quelli nuovi di zecca, tutti ispirati da un’intenzione manipolatoria.
      Il risultato è sotto i tuoi occhi. Prima avevamo un problema e adesso ne abbiamo un’infinità.
      Chi ha votato il Movimento deve sentire tutta la responsabilità morale di una scelta scellerata, perché una politica di ladri si vince usando le armi dell’impegno e della ragione, non quelle della prestidigitazione. Ora è troppo tardi, ci vorranno anni per estirpare un cancro che rischia di diventare inestirpabile.
      Anche questo blog sogna un cambiamento, ma di sicuro non ci guadagna (anzi) se non il piacere di unire la propria voce a quella di persone che amano il Paese.

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      1. Sì, il blog è stato il primo mezzo di comunicazione utilizzato dal personaggio famoso, che in quanto tale, non ha dovuto neanche faticare molto per farsi seguire. Il discorso è complesso ma mi è difficile sostenerlo in questo contesto. Non è mia intenzione semplificare e chissà se un giorno ci si troverà per parlarne? ^_^

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  8. All’inizio dei loro incontri milanesi, una mia paziente speranzosa, una bibliotecaria attenta quanto te al civile, era andata per curiosità ad un incontro. Le sue parole, dopo quell’esperienza, furono lapidarie: “Dottore, sono dei pazzi esaltati, rovineranno il Paese”.

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    1. No, io non sono andata oltre l’osservazione del blog che ho paragonato a questo semplicemente dal punto di vista tecnico 😉 Ma sono rimasta colpita da come il comico sia riuscito a convincere le persone a interessarsi alla politica, ad incontrarsi, ad organizzarsi e fare tutto quanto è servito a giungere al punto in cui sono arrivati.

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      1. Certo, Monica, è proprio questo il cuore del problema “il punto in cui sono arrivati”. La performance dei 5 Stelle dimostra che la democrazia è fragile e dobbiamo dotarla di strumenti difensivi aggiornati, altrimenti riaccadrà e se al posto di questi patetici clown arriveranno persone peggiori, il danno potrebbe essere irreparabile. La Costituzione fino a questo momento è stata un baluardo, ma è tempo di sostenerla con maggiore impegno, soprattutto insegnando ai bambini e ai ragazzi a conoscerla meglio. Buona domenica e grazie per le tue riflessioni.

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  9. Torneremo sul tema dei minori e della loro formazione, perché da qui dovremo ripartire, perché se, battute a parte, un ex venditore di gazzose detiene il sacrosanto diritto di fare il presidente di tutto, noi abbiamo il dovere di pretendere che abbia una testa normale e che sia preparato, ma soprattutto che abbia una visione dell’uomo precisa e che non cambi ogni 24 ore. È il minimo che possiamo chiedere, ma a un candidato dei 5 Stelle non potrà mai accadere, perché il brodo di cui si ciba è tossico, volubile, immaturo, emotivo.

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    1. Ho seguito questa discussione con interesse, mi piacerebbe toccare alcuni punti.
      Il dott. Barrilà ha ben descritto lo stato al quale siamo arrivati a causa dei 5S e ha dimostrato, con prove valutate man mano, la degenerazione del movimento/setta; i semi di una tale degenerazione c’erano fin dalla creazione del movimento (e non del blog, attenzione: non confondiamo il mezzo – l’evoluzione di un sito web – con il metodo – esaltare le persone con un’accozzaglia di idee, basate soprattutto su voglia di vendetta, sdegno, rancore per poi dirigere dove si vuole un’onda di persone ormai prive di spirito di confronto e autocritica).
      È stato toccato un altro punto fondamentale: l’importanza della Costituzione, che oggi rappresenta l’ultimo baluardo di legalità e legge in una Italia in mano a pifferai talmente incompetenti che dopo aver ammaliato la massa la stanno portando alla sbando; purtroppo la nostra Carta ha solo un effetto di protezione, ma non di proattività.
      Mi spiego: stiamo vivendo un periodo di pericoloso ritorno al passato, quello più oscuro e la cartina al tornasole sono proprio i diritti; la Costituzione è un forte ombrello protettivo, ma noi dobbiamo tornare ai concetti fondamentali della democrazia: discutere in modo civile, confrontarci, scegliere soluzioni adeguate e non demagogiche, affidarci a persone competenti, conoscere il prossimo per non averne paura. Vorrei inoltre ricordare che il nostro ordinamento prevede dei limiti al volere del popolo, che è sovrano (e non il Governo, come qualche beota ha detto) nei limiti della legge.
      Vorrei ribadire a modo mio un ultimo concetto che l’articolo ha ben descritto: contro i fascismi abbiamo gli anticorpi, contro questo metodo di ragionamento deviato che viene portato avanti dai 5s non siamo ancora immunizzati e purtroppo questo sta creando delle crepe in un sistema antifascista collaudato. Dobbiamo riappropriarci del nostro pensiero, che deve essere critico e autocritico, per tornare a vivere in modo sano la democrazia.

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      1. Oggi sull’Espresso c’è un’intervista all’economista che fu consulente del M5S, naturalmente pentito. Uno si chiede che cosa si aspettavano queste persone, se in un frullatore metti delle rape, viene fuori un risultato compatibile. Tuttavia, credere che in quel frullatore siano finite delle rape mi sembra, considerati i fatti, un pensiero ottimistico. Decisamente.

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