In famiglia girano delle voci che, alla luce degli ultimi avvenimenti, mi sento di definire calunniose. Pare, il condizionale è d’obbligo, che da piccolo, intorno ai due, tre anni, io fossi follemente innamorato di Lorella Cuccarini.
Secondo queste voci la faccenda era veramente seria. Volevo sempre guardare le trasmissioni con Lorella, ero così accecato dal sentimento che, dicono, mi sia fatto regalare Pompeo e Carlotta, suoi compagni di scena a Fantastico 6 e quasi certamente i due pupazzi più brutti creati negli anni Ottanta.
Sembra che un giorno, per prendersi gioco di me, mia zia abbia chiamato a casa, chiedendo di passarmi al telefono e spacciandosi per Lorella. Immagino mi abbiano dovuto sedare con dei tranquillanti.

Gli anni sono passati, e di Lorella è rimasta la cucina Scavolini, una scelta d’arredo per cui miei colleghi più bravi parlerebbero di sublimazione.

Mi è tornata in mente, Lorella, mentre leggevo, proprio sul tavolo della mia cucina, due notizie di cui immagino abbiate sentito parlare.
La prima riguarda l’intervista rilasciata dalla Cuccarini a Oggi, una piccola perla cui i rilanci del resto della stampa e dei social non sono riusciti a rendere giustizia, riducendola alla sua dimensione sovranista, ma che in realtà è una avvilente accozzaglia di concetti che fanno tenerezza per come rimbalzano continuamente fra il comicamente stupido, il disinformato e l’incoerente. Non posso rinnegare la mia infanzia, ma invoco l’incapacità di intendere. 
Mi spetta di diritto.

La seconda, molto più tragica e seria, è la storia del quattordicenne malinese morto in un naufragio nel 2015, con la pagella cucita nella tasca, una storia che mi riempie la testa di pensieri a cui non riesco ad accoppiare delle parole ma che il bravissimo Makkox è riuscito a ritrarre in una vignetta di rara poesia, che sta facendo il giro della rete nelle ultime ore.

La vignetta di Makkox, pubblicata su Il Foglio

Non so se Lorella abbia sentito parlare di questo ragazzo, ma temo che non avrei il coraggio di chiederle cosa ne pensi. Mi piacerebbe, però, e lo dico con l’affetto del bambino che ero, immaginarla a fianco di quella mamma, una mamma come lei, che qualche anno fa ha salutato per l’ultima volta suo figlio cucendogli nella tasca, perché non la perdesse, la pagella, ingenuo manifesto della sua intenzione di dimostrare che veniva da queste parti non a “prendere”, ma a “dare”. Che veniva a portarci il suo impegno e la sua competenza, dimostrati nell’unico modo in cui può farlo un ragazzino di quattordici anni, con dei voti su una pagella. 
Lorella dovrebbe saperlo, anche i suoi figli sono passati per quell’età.

Non so, Lorella, se la passione nei tuoi confronti che mi attribuiscono fosse vera, ero troppo piccolo, non ricordo, la verità è che in questi trent’anni siamo cambiati moltissimo, tu e io. Certamente sono cambiato io, e in ogni caso non possiamo più andare avanti così.

Pubblicato da Luciano Barrilà

Psicologo. Sono socio di Pares, società cooperativa in cui mi dedico allo studio dell'innovazione sociale e dei rapporti in continua evoluzione tra esseri umani e tecnologie.

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5 commenti

  1. Non sorprende che una donna di intelletto come Lorella Cuccarini si sia pure presa la briga di attaccare Papa Francesco, del resto come si fa a eccepire, lei una delle tante piccole madri della patria, donne capaci di formare la coscienza civile delle giovani generazioni. La accosterei a quelle donne che rischiavano la vita insieme ai partigiani, le quali sarebbero molto contente di sapere che il loro sacrificio è sfociato nel governo Salvini-Cuccarini.

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  2. Che dire una mamma come fa a voler bene a propri figli e quelli delle altre mamme no solo perché non sono italiani….e permettersi di criticare papa Francesco..

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  3. seguo poco gli spettacoli televisivi di intrattenimento, per cui mi potrei sbagliare
    mi auguro però di non dover contribuire con le mie tasse [tutte trattenute alla fonte] ai cachet di simili personaggi, ormai sfioriti …
    PS: per quel che vale la mia affermazione, perdono Luciano per il suo slancio d’infanzia …

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    1. Purtroppo, Mauro, temo proprio che parte del cachet della signora arrivi dalle nostre tasche. Mi consolo pensando che questo legittima due volte il nostro diritto a criticarla.

      Buona domenica!

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      1. Non saprei se avete letto, ieri il ministro fascista è stato magnanime, invocando lunga vita a Roberto Saviano. Notare, eravamo ad Afragola, e credo di conoscere il pensiero di certi ambienti verso lo scrittore, che disturba i loro traffici e li mette troppo in evidenza.
        Se tanto mi da tanto, dunque, oltre a piacere agli industriali del Nord, ai cattolici integralisti, Matteo Salvini forse non fa tanto schifo nemmeno a certa feccia che uccide il Meridione. Vedremo.

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