L’episodio che condensa perfettamente l’anno che finisce e il Movimento che lo caratterizza, riguarda la deputata Mara Lapia. Nei giorni scorsi aveva denunciato un’aggressione presso un supermercato, salvo essere smentita da un certo numero di persone, compresi alcuni dipendenti del negozio. Lei stessa si è corretta più volte, adattando la sua versione agli scenari aperti dai testimoni. La vicenda possiede suggestioni da wrestling, il vero o lo scenografico si confondono, come succede quando è convolto un soggetto che appartiene alla nebulosa dei Cinque Stelle, che “virtualizzando” con maestria il mondo reale, si è assiso a giustiziere, facendo intendere agli adepti che sull’ignoranza, sul risentimento e sullo spirito di vendetta si potesse costruire un programma di governo.

È accaduto perché la politica non era pronta a utilizzare la rivoluzione digitale, mentre la Casaleggio e Associati ne padroneggiava tutti i recessi in modo magistrale, contando su un vantaggio di almeno dieci anni. Mancava solo un testimonial, un volto familiare che portasse in giro la corrente, trovato in un comico agli sgoccioli, zeppo di cattiveria e di spine nel fianco da togliersi. Un modo per amministrare la depressione del declino, ma il Paese non è una comunità terapeutica.

Una miscela perversa, di vero (in tracce) e di falso, separati da confini indistinguibili. Per questo l’azione del Movimento somiglia a quella di un virus, che si insinua all’interno delle cellule sane, colonizzandole in modo subdolo, mediante l’arma della finta compassione, un artificio teatrale sfacciato, perché il M5S è un concentrato di cattiveria come mai si era visto nella politica italiana. 

Il M5S, come il suo partner leghista, è incapace di immaginare un progetto di società fondato sul sentimento sociale, cioè sulla fase costruttiva. La sua presenza, e quella del compagno di viaggio, è tutta giocata sull’invenzione costante, a cominciare da quella dell’avversario, usato come elemento di distrazione, un ruolo vitale nella politica del vuoto. 

La storia è ricca di precedenti, tutti finiti male. Non è un caso che gli attuali padroni del governo siano costretti a farsi coprire le spalle da munitissime roccaforti della manipolazione, che agiscono sulla parte più riposta degli istinti, nella mente dei cittadini più esposti, facendone carne da cannone, proiettili puntati contro la ragione e la competenza, territori che devono essere annientati, come condizione necessaria perché possano sopravvivere mediocri e ignoranti. La politica si è gravemente ammalata, vittima di una mutazione senza precedenti che rischia di travolgere le nostre vite. Ecco perché è necessario ritrovare la forza per guarire, accettando prima di tutto la diagnosi.  Sarebbe grave se ci abituassimo a considerare normale ciò che sta accadendo, compreso l’episodio con cui abbiamo iniziato post.

Buon Natale

Luciano e Domenico Barrilà

Foto di Joel Filipe via Unsplash

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2 commenti

  1. … e questo contagio sta producendo una quarantena …
    dopo le dimissioni volontarie di Vella dall’AIFA, l’allontanamento in blocco di metà dei membri del Consiglio Superiore di Sanità – senza prima nessuna audizione – arriva ora una quaterna di auto-dimissioni dallo Istituto Superiore di Sanità: Walter Ricciardi [reo di avere istituito un codice etico ?], Remuzzi [presidente dell’Istituto Mario Negri], Santoro e Vitale
    l’eterna lotta tra competenze e spoil system …

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    1. Grazie Mauro!
      Sforzandomi davvero di non essere pessimista in maniera gratuita, credo però che la lotta di cui parli sia solo all’inizio e che il peggio debba ancora arrivare.

      Un libro di cui abbiamo parlato in un vecchio post “La conoscenza e i suoi nemici” è una bella, approfondita ed inquietante riflessione sul tema, e mostra come tutto, dal sistema dell’istruzione a quello del lavoro, concorra a far precipitare la situazione sempre più a fondo.

      Fa piacere, ed apre spiragli di speranza, vedere ogni tanto gesti più o meno piccoli di resistenza.

      "Mi piace"

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