Una comunità a rischio psicosi

Che le nuove tecnologie potessero modificare il paesaggio civile e politico si poteva prevedere, e non era neppure difficile immaginare la profondità dei sovvertimenti. Un ricominciamento di questa portata poteva motivare coloro che nella vita precedente erano figure marginali e che ora vedevano una possibilità insperata. Tutti noi cerchiamo apprezzamento, ci battiamo per ritagliarci un posto onorevole all’interno della nostra comunità, ed è la sommatoria di questi sforzi individuali la causa dei benefici collettivi. Naturalmente è necessario che questo bisogno di eccellere sia accompagnato da intenzioni pro-sociali, che non sia ispirato solo da sentimenti di rivalsa o da cieca volontà di affermazione personale a tutti i costi, in dispregio degli interessi collettivi.

Quando si ricomincia daccapo possono, com’è accaduto con la rivoluzione digitale, soprattutto nelle fasi iniziali, sorgere nuovi attori, stabilirsi gerarchie che possono essere aliene dai talenti presenti in una società, nella prossimità di una svolta prevale la “padronanza” dei nuovi mezzi, raramente la qualità della proposta.

In questo senso, il caso del M5S è piuttosto clamoroso, giacché la padronanza della tecnica è ipertrofica mentre il resto sconta una spaventosa povertà, in tutti i sensi. Personaggi di sconfortante modestia, come quelli assurti ai vertici del governo o di amministrazioni locali, si spiegano solo con l’influenza delle nuove tecnologie, utilizzate da un professionista preparato, forse non umanamente ma di sicuro tecnicamente, che ebbe la fortuna di partecipare alle prime imprese specifiche. A quest’uomo, e al figlio ora succedutogli, si è affiancato il famoso comico, spregiudicato nelle affermazioni, capace di trattare la realtà in maniera suggestiva, fantasmagorica, percuotendo, con urla e improperi, la percezione di cittadini esasperati, fino a ridurre la complessità di un popolo in uno schema elementare, dove c’è posto solo per i buoni e i cattivi, anzi solo per i presunti buoni, melensi come coloro che offrono caramelle ai bambini.

Sagome di cartapesta, che nessun’azienda affezionata al proprio destino assumerebbe, oggi sono ai vertici del governo nazionale o di città fondamentali per il Paese. Protoplasmi emersi dal nulla grazie ad una mastodontica operazione di condizionamento, portata avanti a vari livelli, quasi sempre nella dimensione virtuale, dove basta alludere senza mai comprovare, basta lanciare un’esca, al resto penseranno le architetture interiori di cittadini magistralmente “imboccati”.

Guai a chiunque osi interferire con la paranoica sottostante, è messo al bando, collocato nella casella dei cattivi. Oggi tocca alla stampa, che per il vero danneggia la collettività quando attacca il vuoto, come quello incarnato dalla sindaca di Roma, perché alimenta il delirio dell’accerchiamento e oscura quelli che sono i demeriti dell’amministratrice, una vera sciagura per la capitale. Non basta richiamare la pochezza dei predecessori, perché nulla può giustificare l’audacia di una persona impreparata che si mette in un gioco più grande di lei. L’incompetenza è un crimine gravissimo, almeno quanto la stessa corruzione.

Il pericolo che oggi incombe sulla nostra democrazia è il primo che arriva dalla Rete, ce ne saranno altri, la speranza è che quello raggiunto sia il punto più basso e che come tutte le malattie anche questa serva a rinforzare il nostro sistema immunitario, non permettendo più ai comici di avere influenza fuori dai teatri e a tecnici solitari di esportare, nelle nostre vite, cinismo e giochi pericolosi.

La politica andava radicalmente cambiata, non c’è dubbio, ma per farlo non era necessario ucciderla.

 

Domenico Barrilà

4 pensieri riguardo “Una comunità a rischio psicosi”

  1. È purtroppo tutto terribilmente vero. Pensavamo di aver toccato il fondo con i bunga bunga e le barzellette del nano ma ora, se possibile, è ancora peggio. Incompetenti manifesti che se la prendono, come i miei alunni, con tutto il resto del mondo. Guai a mettersi in discussione!

    Mi piace

    1. Ecco, la dislocazione delle responsabilità come programma politico. Una grande invenzione, poi c’è la realtà, ma quella si può aggirare grazie alle consolle della Casaleggio & Associati e alle mattane di un comico in debito di equilibrio. Grazie

      Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.