Il Movimento 5 Stelle mette sotto processo la normalità

La ragione per la quale ci soffermiamo di frequente sulle attuali contingenze politiche, è legata a filo doppio al nome e alla missione del nostro blog, Correre pensando. Riteniamo infatti che esse siano frutto di un utilizzo manipolatorio delle nuove tecnologie, un fenomeno grave e truffaldino che potrebbe implicare conseguenze drastiche nella vita di molti cittadini. Vediamo di chiarire il nostro pensiero.“Quando abbiamo potuto studiare bene tutte le carte del gasdotto Tap e ci siamo concentrati sulla proiezione dei rischi”. Chi parla è il vicepresidente del consiglio nonché capo politico del M5S, che aveva vinto le elezioni facendo promesse irrealizzabili, attraverso un uso teatrale e irresponsabile del web.

“Quando abbiamo potuto studiare le carte”, dunque, prima non avevano letto niente! Eppure, è su una montagna di ignoranza e di carte non lette che i vertici del Movimento si sono impossessati della guida del Paese. Come speculatori che vendono allo scoperto, giocatori d’azzardo con niente in mano, che tuttavia vincono le elezioni, diventano forza di governo e poi, per rimanerci, diffondono deliri persecutori, rinviano la realizzazione dei sogni a un imprecisato futuro radioso, spostando la linea del traguardo ogni giorno più avanti. “Dobbiamo tenere duro, come governo dobbiamo essere più compatti. Stanno provando a fermarci in tutti i modi. Ma l’anno che sta per arrivare, il 2019, sarà davvero l’anno del cambiamento. I cittadini se ne accorgeranno”. Sempre il vicepremier che parla.

Stanno provando a fermarli in tutti i modi! Che bello sarebbe se ci facessero l’elenco dei sabotatori, ma ci si lascia nell’incertezza così possiamo sceglierceli “à la carte” e moltiplicarli a piacere. Un nemico senza indirizzo può essere chiunque e dappertutto, un modo come un altro per creare stati mentali tossici. Nel frattempo si moltiplicano le bugie, perché il loro amato Web non perdona, così salta fuori  un video del 2013, che sta impazzando sui giornali on line, in cui appare chiaro che il M5S sapeva benissimo delle penali in caso di recesso dal progetto relativo al gasdotto. La milionesima bugia di un sistema oscuro e malato che sta infettando un paese che già non se la passava bene. Non si tratta di eccezioni, la menzogna, la manipolazione, sono elementi fondativi nella strategia del Movimento. Gli elementi su cui sostiene la sua fortuna e che all’esame della realtà mostrano il pauroso degrado retrostante.

Ma c’è dell’altro in quelle parole, nel loro assemblaggio, c’è la deliberata volontà di bypassare la ragione e parlare alle viscere, giocando cinicamente sui bisogni e sulla rabbia dei destinatari. Per fare dimenticare bugie e incapacità, chi le pronuncia calca la mano sulle passioni. Una lezione appresa, ancora prima che dai suggeritori della Casaleggio e Associati, direttamente dalla tradizione della sceneggiata napoletana, un genere tutto giocato su emozioni e sentimenti, cuori in mano, grimaldelli isterici degni delle migliori performance di Mario Merola, di cui il leader dei 5 Stelle sembra erede in linea diretta.

Eccone un esempio perfetto, un’interpretazione che non lascia dubbi sulle ascendenze: “Quando abbiamo capito che avremmo dovuto sborsare oltre 20 miliardi e rinunciare così al reddito di cittadinanza, alle pensioni e a tutto quello che stiamo facendo, e allora è chiaro che abbiamo dovuto dire la verità ai cittadini”. Un dardo puntato sulle sacche lacrimali di una platea già ammaestrata attraverso un linguaggio allusivo, algebrizzante, pieno di più e di meno, di aggiunte e di sottrazioni, di buoni e cattivi, di poche luci e di molte ombre, di vero (in tracce) e di falso (in abbondanza). Una scienza al contrario dove meno giustifichi e più piaci. L’arte degli asini, come la bella calligrafia.

Portare un simile personaggio ai vertici del governo, è come girare il remake della pellicola di Hal Ashby, “Oltre il giardino”, penultimo film interpretato dal grande Peter Sellers. Si parla di un giardiniere analfabeta di mezza età, che alla morte del suo padrone rimane disoccupato e disorientato, non essendo mai uscito, per decenni, dalla casa presso la quale lavorava. Per una serie di circostanze fortunate finisce per trovarsi a contatto con i vertici del potere americano, dove la sua riservatezza e le sue banalità saranno scambiate per manifestazioni di grande saggezza o addirittura per colpi di genio.

La verità è che abbiamo le armi per difenderci dagli pseudo fascistelli montanti, perché il fascismo è una malattia ripetitiva che, dopo avere creato una certa quantità di danni, alla fine deve cedere il passo, essendo intrinsecamente povero di qualità. Mostriamo però di essere disarmati davanti ai simulacri del giardiniere analfabeta -sui quali proiettiamo un pregiudizio di innocenza-, che approfittando della virtualizzazione spinta dei processi di interazione tra gli individui, sono riusciti a collocare delle pericolose zeppe nei meccanismi percettivi dei cittadini. Un sovvertimento titanico, dove è stata la normalità a finire sotto processo.

Domenico Barrilà

Ps. Questo post è una storia infinita. Nelle ultime ore sono apparsi i dissidenti del M5S, ossia eletti che vogliono pensare con la propria testa. Rischiano l’espulsione, oltre al linciaggio morale e mediatico, come di prassi, perché nelle scatole oscure pensare non serve, basta obbedire. Agli ignoranti e ai cloni, purtroppo, bisogna ricordare sempre che la democrazia si può costruire solo con la democrazia. Se si passa da un’altra strada è un’altra cosa. Molto pericolosa. Esattamente come il Movimento 5 Stelle.

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