Sarà Norimberga, anche per i manovali della rete

Nello stesso segmento di tempo due comportamenti opposti, con esiti grotteschi o, se volete, tragici.
Da una parte il ministro degli interni, padano, di un paese che ci tiene a definirsi civile, provoca la morte in mare di creature innocenti, facendo finta di rispettare la legge. Costui è anche il segretario di un partito che si è macchiato di un reato enorme, sottraendo indebitamente all’erario una cinquantina di milioni di euro.
Dall’altra c’è un sindaco calabrese che, violando la legge ma senza intascare un centesimo, salva vite umane, aiuta individui disperati, servendosi di qualche espediente, certo illegale e sanzionabile.Se raccontate questa storia a un marziano e gli chiedete chi dei due è finito in galera, lui schiaccia il pulsante prima che finiate la domanda e vi fornisce la risposta esatta. Il ministro. Voi siete mortificati, dovete spiegare all’alieno che siamo in Italia e che la risposta giusta era un’altra.

Attenzione, non stiamo asserendo che il sindaco doveva passarla liscia, tutt’altro, se uno infrange la legge, che dovrebbe valere per tutti, mette in conto le conseguenze. Ma il reato del sindaco è infinitamente meno grave di quello del ministro, soprattutto è di segno moralmente opposto. Il primo salva vite mettendo la propria carica a rischio, l’altro le annienta per aumentare la popolarità. Questa è una delle tante conseguenze paradossali dei continui attentati alla percezione della collettività, operati scientemente da professionisti disumani, per i quali non esistono ancora chiare fattispecie di reato. Non è agevole stabilire nessi certi tra gente che organizza fatti e notizie in modo suggestivo e persone fragili che sparano a delle persone di pelle nera. Al momento 12 anni di pena sono stati comminati allo sparatore, Luca Traini, travolto da un clima paranoico creato per mietere consenso. Degli istigatori occorrerà parlare, perché sono parte decisiva del problema.

Il ministro è supportato da un’organizzazione che si occupa di apparecchiare, a pagamento, suggestioni comunicative, diretta da uno che, a occhio è croce, nelle relazioni fattuali non dovrebbe cavarsela molto bene, come succede a molti guerrieri della rete, che vi trovano compenso ai propri limiti relazionali. Ora, se questa è una terapia sia benvenuta, sempre meglio delle pastiglie, ma l’impressione è che si utilizzi il mezzo per dare voce ad altre bestie interiori, non per guarire se stessi semmai per ammalare gli altri, interferendo nella costruzione di gruppi umani cooperativi e solidali, condizione indispensabile perché vi sia progresso. Lo dice la storia della nostra specie. Per essere chiari, i comportamenti di questi soggetti e dei loro datori di lavoro, sono distruttivi e pericolosi, sebbene sul breve periodo possano apparire opportuni o addirittura necessari.

A costoro è meglio ricordare, adesso che si sentono potenti, che prima o poi ogni prepotenza, reale e virtuale (la manipolazione è violenza allo stato puro), viene sconfitta, e il giorno dopo sono travolti persino i manovali, anch’essi chiamati a misurarsi con la propria personale Norimberga.  Per allora si cerchino altre scuse, perché quella di essere solo pedine che organizzavano trasporti senza conoscere il “progetto”, non reggerà. Tutte le persone libere, che sono più di quante nei loro bunker le “bestie” credono, faranno in modo che non regga. Provvederanno loro a fare memoria, a impedire che il caos della memoria digitale, così volubile e volatile, risucchi il passato nei suoi gorghi.

 

Domenico e Luciano Barrilà

2 pensieri riguardo “Sarà Norimberga, anche per i manovali della rete”

  1. Antigone è già stata citata.
    Ma per stare all’attualità, ricordo la auto-dimissione di Stefano Vella dalla presidenza di AIFA [Agenzia Italiana del Farmaco]. Come medico, non poteva avallare il “respingimento” della nave Diciotti mantenendo un incarico istituzionale di alto livello.
    Non mi sembra che la notizia abbia avuto un grande risalto: me ne dispiaccio ma non me ne stupisco.
    La nostra agenzia nazionale regolatoria sul farmaco ha perso una professionalità di non facile rimpiazzo, ma almeno la nazione ne ha guadagnato in coerenza e coraggio, doti rare.
    PS: in questi giorni / queste ore, il governo australiano rimarca la “soluzione finale” per gli immigrati, “isolati” – nel senso letterale del termine – al confino: oblio collettivo di una origine da galeotti espatriati / espulsi dalle galere britanniche …
    La chiesa cattolica polacca sostiene la estrema destra xenofoba, come se 70 anni fa nulla fosse accaduto …

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  2. Caro Mauro, se provo a riflettere su ciò che dici mi assale un grande sgomento, amplificato dalla constatazione che le diverse chiese particolari sembrano letteralmente impazzite, ma come fai osservare tu stesso non può essere un caso, visto che l’errore non è nuovo. Il caso di Stefano Vella è passato sotto silenzio, ma forse non è così, voglio illudermi che queste prese di posizione diventeranno, accumulandosi, le fondamenta sulle quali potremo edificare delle nuove consapevolezze, con la fatica del caso.

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