Il web e la politica risanano gli storpi. E li scagliano contro l’Italia.

Il modo in cui un politico si comporta nella vita pubblica rispecchia esattamente gli orientamenti della sua personalità, i finalismi profondi che la muovono, gli eventi da cui, questi e quelli, dipendono. Nulla accade per caso, questo aiuta a prevenire, se si vuole farlo.

Non era casuale l’arroganza di Matteo Renzi, la naturale attitudine a deformare la realtà, mentendoci e smentendosi. Indimenticabili i solenni annunci di ritiro alla prima sconfitta, mentre la realtà mostra una persona spregiudicata, incapace di percepire di essere diventato un problema per chi vorrebbe riportare il paese su binari meno incerti. Per gli avversari è una manna perché, con l’aiuto dei “mezzi di semplificazione” (questo sono i social), possono “condensare” in lui tutto l’universo progressista, additandolo, sminuendolo e rendendolo odioso.

Non era casuale il comportamento “compiacente” di Silvio Berlusconi, che dava ragione a tutti, a seconda del luogo e della situazione in cui si trovava. Clamoroso il suo viaggio in Medio Oriente da presidente del consiglio, quando nell’arco di 24 ore aveva convenuto sulle ragioni di palestinesi e israeliani. Inconciliabili. L’imprenditore di Arcore, ex ragazzino anonimo, non proprio avvenente e pieno di complessi di inferiorità, è sempre stato mosso da un bisogno radicale di accettazione, visibile anche nei banali comportamenti da clown, da barzellettiere compulsivo. Una necessità sfruttata da chi voleva scalare posizioni, e sapeva che bastava indossare comportamenti devozionali, da leccapiedi, che nemmeno alla corte del Duca di Mantova sarebbero stati ammessi.

Per ragioni opposte, dunque, lui è Matteo Renzi si sono circondati di cortigiani acritici, corresponsabili della rovina dei due leader e dei guai del Paese. L’ex bambino viziato di Rignano tollera soltanto servi perché non può ammettere critiche, mentre l’altro, per ragioni affettive, non può fare a meno della devozione dei cortigiani. Il risultato è lo stesso.

Sono stati questi signori a preparare la frittata che ci è stata servita dai due fascismi nazionali, quello ideologico della Lega e quello di fatto del M5S, il primo tentativo mondiale di governo fascio-psichiatrico, figlio dell’effetto deformante dei social network, che usano con l’ausilio di vere e proprie centrali della disinformazione i cui comportamenti rasentano la criminalità e incarnano la prova della grande, pericolosa, fragilità delle democrazie.
Una cultura dell’odio, antisociale, distruttiva, la cui energia è estratta direttamente dalle frustrazioni dei cittadini e usata per “punire”, mai per costruire. Tragico lavacro che non risolverà nessuno dei problemi di un Paese che potrebbe uscire annientato.

A capo del progetto di demolizione, due individui che i ragazzini definirebbero “sfigati” o addirittura “falliti”, privi di curriculum ma dotati di una metrica mentale da circolo ricreativo. Del tutto inadatti a ricoprire cariche istituzionali, per immaturità e incompetenza. Vivo in Lombardia da mezzo secolo, i bar sport sono pieni di macchiette come il leader leghista, che possono ottenere ascolto solo se le sparano grosse. Il suo pari, invece, ricorda quei ragionieri timidi e silenziosi, sempre con la camicia stirata e la cravatta, unici elementi distintivi, che guardano i vecchi giocare a scopone facendo finta di capire.

Ma forse il segreto è proprio in questa marginalità, in questa insignificanza, che permette a ciascuno di percepirli come compagni di un comune viaggio accidentato, usandoli come veicolo di innumerevoli vendette private, solidificatesi in un governo che potrebbe costarci più della seconda guerra mondiale.
È la sacrosanta vendetta del quarto stato e degli scontenti, messa purtroppo in mani pessime. Basterebbe leggere le parole, davvero pesanti, pronunciate nei giorni scorsi da Paolo Giordano. L’ex capo di gabinetto della sindaca di Torino, oltre a definire “totalitario” il Movimento, sotterra il suo capo politico. “Ho avuto la fortuna di conoscere Di Maio personalmente e di discutere di alcune cose concrete faccia a faccia (c’era con lui il fidato Spadafora ed eravamo negli uffici della Camera). Ho avuto la netta impressione che, sebbene ci mettesse una buona dose di impegno, fosse strutturalmente limitato, una specie di scolaretto che in quinta elementare pensa di poter dare l’esame di Maturità. Non è possibile affidare la nostra nazione nelle mani di persone così improvvisate, che non si rendono conto del contesto e che non hanno gli strumenti per comprendere la realtà che li circonda”.

Ancora una volta la biografia conta, siamo di fronte alla combinazione più drastica, persone ambiziose ma prive del talento sufficiente a sostenerle, che si buttano in politica, l’ascensore più rapido per arrivare in cima senza avere le gambe, magico territorio delle seconde possibilità, che risana gli storpi e ridà la vista ai ciechi.
Il comportamento dei miracolati è conseguente. Linguaggio minaccioso, pose da malandrino, incapacità di leggere con equilibrio la realtà. Una narrazione che prevede nemici occulti, inventati di sana pianta, alimentando cortocircuiti persecutori, meccanismi psicotici (un mio paziente dice che la scarsa recettività della sua antenna è dovuta alla deliberata azione di disturbo del vicino), predisponendo le condizioni per una svolta violenta, in cui speriamo non ci scappi il morto.
I segnali ci sono tutti, dalla nipote del Duce che vorrebbe mandare in Libia, magari per trovare qualche traccia del nonno, una donna che la sovrasta di diverse spanne, Laura Boldrini, agli energumeni con gli stivali nel cervello, che minacciano la magistratura nel caso sfiori il capo della Lega, che a sua volta vuole fare l’eroe perseguitato per dare la stura a quell’aggressività latente, sicuro di farla franca. Dovrebbe ricordarsi che quando partono le sberle nessuno può indovinare dove si poseranno.

Siamo entrati in zona pericolo, la malattia e la stupidità si danno la mano, ma le commedie che volgono in tragedie non sono rare.
Esistono pure gli antidoti, parlo dei cittadini degni di questo nome, basta che si decidano a uscire dai loro piccoli traffici e a prendere per mano ciò che appartiene a tutti.

 

                                                                     Domenico Barrilà

8 pensieri riguardo “Il web e la politica risanano gli storpi. E li scagliano contro l’Italia.”

  1. Organizzare il dibattito attorno alla drammatica condizione in cui si trova il Paese è difficile come non mai … Vi è un sistema pressoché perfetto contro questa possibilità. Bene fai quello che stai facendo … Credo, però, che ora serve, accanto a ciò che fai e che, debbo dire, in tanti provano a fare, una strategia che accomuni. Ricorderai la vecchia idea di firmare insieme, in tanti, un manifesto. Si potrebbe fare dal tuo blog, con il tuo blog e scriverlo il manifesto non è “il problema” … Una questione seria è invece nell’esigenza di risolvere il torpore, l’anestesia generale … Chi non si muove, chi non alza il culo dalla propria “poltrona”, chi crede che basti vaticinare (e, ovviamente, non mi riferisco a te) … Strategia per me significa stabilire obiettivi di minima e cominciare a perseguirli insieme dando conto al gruppo d quello che si sta facendo e degli eventuali risultati che stanno arrivando. Cominciamo, però, a opporci agli anestetici …
    Decidiamo, insieme, per esempio un attacco forte e frontale alle televisioni … Decidiamo di spegnere la televisione un’ora al giorno e in quell’ora usciamo e parliamo con le persone … Sio gnuno di noli trovasse un altro … uno e poi …
    Un altro aspetto: bisogna affrontare il nodo dei partiti. Il nostro impianto istituzionale e costituzionale non può farne a meno c’è poco da fare … “loro …” lo hanno capito … si tengono stretti le sigle … e che siano rimasti in pochi all’interno lo ritengono un vantaggio … Vedi il Partito Democratico … Noi dobbiamo entrarvi dentro … chiedere di essere ascoltati … offrire il nostro corpo e la nostra parola al loro dileggio … Ma bisogna farlo bisogna provare a rideterminare una discussione. Tu hai ragione su tutto, auspico tu sia del tutto consapevole di come su questo tutto vi è la drammaticità del momento … In tanti non lo comprendono …
    Andrea Iovino

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    1. Continueremo a fare quello che stiamo facendo perché è necessario. Sta accadendo qualcosa di straordinariamente grave e ognuno di noi si dovrebbe straordinariamente esporre, già questo sarebbe un segno, ma ciò che mina il nostro Paese non è Matteo Salvini, un fascista in più non cambia molto, semmai è la mancanza di un tessuto sano che possa fare da antidoto, non solo nella politica ma ovunque si dovrebbe vivere all’insegna della legalità, penso all’apparato pubblico, all’università, alla stessa chiesa. Abbiamo un problema educativo di inaspettata vastità, ma ciò che mi pare più serio è la mancata percezione di questo fenomeno. Se proiettiamo nel futuro prossimo questo presupposto, dobbiamo aspettarci quadri sociali assai più difficili di quello presente.
      Sul resto possiamo discutere, certo non è facile parlare di interesse generale all’interno dei partiti, ma gli strumenti sono quelli e vanno usati.

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  2. Con la diffusione degli smartphone, paradossalmente, mi sembra che sia diventato più difficile comunicare. Non è semplice immergersi in letture impegnate attraverso un monitor così piccolo. Blog e siti immagino che ne stiano risentendo perché il computer è sempre meno utilizzato nelle attività quotidiane. Quindi, i contenuti web che più facilmente ci raggiungono sono semplici e superficiali e sono veicolati dai social network e, soprattutto, dalle chat. Ma i social network ci servono per metterci in mostra per cercare il nostro famoso quarto d’ora di celebrità e nelle chat ci scambiamo “video divertenti” e immagini del buongiorno e della buonasera (e buonanotte). Siamo sempre più “anestetizzati”, è comprensibile 😦 Comunque, i social network hanno grossissime potenzialità, se si sanno sfruttare come ci stanno dimostrando certi politici. Ma le mie sono semplici considerazioni da osservatrice 🙂

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    1. Condivido, cara Monica, proprio per questo non ci sono miei profili sui social network. Questo blog è nato per accompagnare i cittadini ad un uso consapevole degli oggetti digitali, soprattutto i ragazzi. Insieme a Luciano siamo impegnati anche sul territorio in quest’opera, che consideriamo un servizio. Gli articoli che leggi in questo periodo, di taglio politico-sociologico, sono la conseguenza del brutto clima creatosi nel Paese, che obbliga ciascuno di noi a manifestare apertamente il proprio pensiero su temi relativi ai diritti.
      Tra poco più di un mese, uscirà un mio volume per Feltrinelli, parlerà proprio di questo tema , cioè delle possibili degenerazioni nell’uso della comunicazione digitale.
      Come tu fai saggiamente osservare, i politici sono la prova dell’uso distorto che si può fare dei social, mentre ci sarebbero mille altri modi per valorizzare la loro funzione.

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  3. Ben definito lo scenario da dott.Barrila’ , oggi la politica,come intesa dal dott. Barrila’,in testa alla gente verrà sempre meno : da troppo tempo siamo immersi in economia diretta alla povertà,mentre per contro i nostri vecchi politici ,facendo la cresta o direttamente con leggi a proprio favore si sono gonfiati le tasche e fin ai posteri hanno loro pensato !!!! Quindi è ovvio che ,in clima di difficoltà economiche,chi ha trovato i soldi (negli stipendi ,vitalizi,pensioni d’oro ) e li ha promesso in spartizione alla gente ora in miseria ,indipendentemente dal colore del partito,riscuota consensi,dialogo,partecipazione . Non vorrei essere contro la vecchia sinistra qui, ma partendo da anziani come ad es Napolitano,Scalfari, si son fatti stipendi d’oro!!! E chi non gli andrebbe contro in un clima dove per la gente comune è quasi difficile trovarsi un pasto giornaliero!?!?!!

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    1. Saro molto schietto, caro Wol, che bisognasse cambiare è fuori discussione, che lo si dovesse fare mettendo il paese in mano e dei dilettanti, pure razzisti, direi che non era il caso.

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  4. Se dovessimo votare ora ritorneremo in mano a PD-FI???
    Non penso,ne i sondaggi lo prevedono: l’opposizione ad azioni portate avanti da Lega e M5S fatta da PD è da Circo ,viste le azioni indecenti messe in atto precedentemente da PD ,alle quali però gli attuali militanti PD non si erano opposti (era in vigore il “fascismo rosso”???).

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    1. Gentile Wol, questo blog è nato per ragionare, ossia per usare la ragione. Fino a oggi è stato così, vorremmo che continuasse sullo stesso binario.
      Se lei legge nei post precedenti vedrà cosa pensiamo del renzismo e dei suoi adepti, di Forza Italia non parliamo nemmeno, quello è fuori scala. Non apparteniamo all’elettorato che stacca la spiana dal cervello.
      Decida lei dove collocarsi, se desidera continuare a commentare è bene accetto, ma pubblichiamo solo post dal collo in su.

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