Nave Diciotti e quello che l’uomo primitivo non capisce

Nei giorni scorsi un caro amico mi aveva fatto pervenire l’intervista a padre Zanotelli, uscita sul Corriere della Sera a metà agosto, chiedendomi nel contempo la disponibilità ad un confronto pubblico col religioso tra due mesi, in una località del Centro Italia.
La lettura è stata un toccasana, anche sul piano personale, consentendomi di ridare il giusto peso ad alcuni eventi che mi avevano ammorbato l’estate, rimettendoli fuori dalla porta, e nello stesso tempo di capire esattamente quanto criminale sia la posizione del governo italiano sulla vicenda relativa alla nave Diciotti, ferma al porto di Catania con a bordo 177 persone migranti, malate di scabbia, tra cui 29 bambini.

Dico, “tutto il governo”, perché è l’intero esecutivo a tenere la giacca all’uomo primitivo mentre va a caccia di cuccioli di dinosauro e di uomo.
Includo tra i responsabili il presidente del consiglio che, oltre a ricordare l’algida compostezza di Letizia Moratti, afferma senza pudore che “Di Maio e Salvini sono politicamente molto intelligenti e non agiscono sulla base di umori transeunti”. Lasciando perdere i riferimenti all’intelligenza dei partner, una persona che usa “transeunti” e si definisce populista è come un obiettore di coscienza che si arruola nella legione straniera.  Ma includo anche quello della Camera, eletto con i voti decisivi dell’uomo primitivo e che ogni tanto emette un vago pigolio. Se si dimettesse scuoterebbe qualche coscienza nella setta di cui fa parte, ma sono meglio le pose omeopatiche. Fanno pensare all’arco che non scocca mai la freccia.

Un passaggio, tra i tanti, dell’intervista a padre Zanotelli mette i brividi, quando il comboniano parla del coltan, indispensabile per la fabbricazione dei nostri cellulari, che definisce “Minerale insanguinato” spiegando che “In Congo la lotta per accaparrarselo ha ucciso almeno 4 milioni di persone. Ora è cominciata la guerra del cobalto, indispensabile per le batterie delle auto elettriche”. Insomma, senza dirlo, ci chiede di riflettere sulle ragioni per le quali i passeggeri della Diciotti sono saliti su quella nave.

Ma l’uomo primitivo non legge, non sarebbe così primitivo, e se legge non capisce. Come tutti gli uomini primitivi pensa solo all’oggi, quello che è successo ieri non lo conosce o non lo riguarda mentre quello che succederà richiede genio e intelligenza per essere progettato. Passare più tardi. L’uomo primitivo ignora che siamo animali sociali, perché lui è fermo a metà strada, tra il sostantivo e l’aggettivo.

I 4 milioni di esseri umani, di cui parla padre Zanotelli, sono soltanto una piccola frazione dello scempio perpetrato in Africa dagli europei, ma l’uomo primitivo è troppo impegnato a punire gli sconfitti della Diciotti per ascoltare, semmai ci mostra su internet il siparietto con la sua bambina, bella pulita, nutrita e felice. Anche alcuni figuri del Ventesimo secolo, che avevano l’umanità di un criceto, si mostravano volentieri col cane. Abboccare ebbe effetti catastrofici.
Sarà stato il suo consulente, chissà,  il regista di quelle immagini, fanno tenerezze e alludono ad un possibile lato umano dell’uomo primitivo. Internet può fare miracoli.
C’è questo abile giocare, nella narrazione dell’uomo primitivo, tra la ruvidità e la tenerezza. Un giorno vorrei incontrarlo, l’oscuro narratore dell’uomo primitivo, fa lo stesso lavoro da illusionista che svolgeva il parrucchiere che ogni mattina sistemava il riportino di un altro nanetto della politica. Così a naso, mi ricorda tanto certi pazienti incapaci di guardare negli occhi l’interlocutore, schiacciati da mille complessi di inadeguatezza. Dietro lo schermo non c’è il fastidio della relazione, ossia di ciò che rende umani, sebbene costui pretenda di occuparsi di cose umane, scagliando l’uomo primitivo contro ogni miseria, ma dimenticando regolarmente quelle dell’amato “capitano”. Sempre rimosse o tenute sullo sfondo.
Il topino da consolle è maestro nella distrazione di massa. “Come leone ruggente cerca chi divorare”, per tenere all’asciutto la barca del padrone. Ad esempio, l’altro giorno quando è saltato fuori che anche l’uomo primitivo era stato tra i votanti del cosiddetto “salva Benetton”, l’aiutante aveva pubblicato un post sulle gesta dell’instancabile Asia Argento, cercando di fare alla nostra mente lo stesso servizietto che la signora pare abbia fatto all’allora minorenne compagno d’avventura.

L’uomo primitivo è, parafrasando il filosofo, una corda sospesa tra il nulla e il nulla, dunque sappiamo dove ci porterà, e quando ci saremo arrivati chiederemo conto, a lui e ai suoi complici, che nel frattempo si saranno dileguati, perché il personaggio sarà sfuggito loro di mano. Conseguenza prevedibile, anzi prevista dai vecchi saggi lombardi, secondo i quali quando una certa materia poco nobile assume incarichi di rilievo, o puzza o fa danno.

 

                                                                                           Domenico Barrilà

8 pensieri riguardo “Nave Diciotti e quello che l’uomo primitivo non capisce”

  1. Articolo che condivido in toto; la situazione della nave Diciotti è diventata in modo tragico il simbolo della crudeltà di questo governo farlocco, che agisce in modo massiccio online mediante manovratori senza scrupoli.
    Leggo sulla stampa di oggi che il primo ministro Conte è d’accordo con Salvini, ha solo pigolato un lieve dissenso che è stato prontamente stroncato da Salvini, che in preda a delirio mediatico ha risposto sia a Conte, sia al Presidente della Repubblica come se si sentisse un re qualunque.
    Quello che è sfuggito a molti propulisti è che lo Stato non è Salvini e nemmeno Di Maio, loro sono solo una frazione; non sono due consoli di Roma e non possono nemmeno alzare o abbassare il pollice per decidere chi vive o muore.
    A proposito di regni: sempre in un’altra intervista Conte ha anche indicato di essere una nuova espressione di premiership, basata sulle due forze populiste del Paese; addirittura si è posto come modello, aggiungo io nullafacente.
    Il risultato di questa sudditanza di un premier che non governa, ma che chiede a e rimane dietro le quinte di due ministri, sta producendo disastri incalcolabili, già ben descritti nell’articolo.
    È ora che le forze di opposizione (chiamiamo il SETI Search For Extra Terrestrial Intelligence), se esistono ancora, si uniscano per chiedere il conto di questo disastro che stiamo pagando tutti.

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    1. Grazie Mattia, vorrei solo domandarmi ad alta voce come si può pensare che degli autentici drop out possano tenere il timone di un paese che, malgrado se stesso, rimane uno dei più importanti del Pianeta. Mi chiedo quale ruolo potrebbero avere i due vice premier, che con i libri qualche problema devono avercelo avuto, vista la loro inconcludente carriera scolastica, in un’azienda qualsiasi, anche in una semplice fabbrica di coriandoli. Anche questo risvolto mi pare grave, mandiamo all’estero una miriade di genietti, traditi da un paese familistico in tutte le articolazioni, per poi avere al governo due persone dal curriculum così mediocre, testimonianza di una meritocrazia negata. Una beffa dietro l’altra.

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  2. Sono d’accordo completamente, ma anche preoccupata per Il futuro dell’Italia che vedo sgretolarsi lentamente ed inesorabilmente. L’unica speranza sono i giovani, ma dove sono? Costretti a fuggire dall’Italia per avere un futuro…. Vi prego, almeno voi,ponete fine a questo scempio!!!

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    1. I giovani, cara Elena, sono stati formati da qualcuno, non solo dalle loro famiglie ma anche da una società di imbroglioni, dai politici alle università, centrali di favoritismi e soprusi. Quello che è sta accadendo è di una gravità estrema, ma nessuno sembra accorgersene, ognuno coltiva il proprio orticello e si illude che questo ci salverà. I giovani raccolgono il testimone e si comportano alla stessa maniera, coerentemente con quanto è stato loro trasmesso.

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    2. ” i giovani dove sono? Costretti a fuggire dall’Italia per avere un futuro….”. La risposta l’hai data proprio tu, cara Elena, “costretti”. Ecco cosa spinge le persone a lasciare il proprio Paese, la mancanza di un futuro lavorativo , o, ancora peggio la necessità di sopravvivenza, nel senso pieno del sostantivo. Ma in giro c’è ancora tanta gente convinta che chi lascia la propria terra, lo fa solo per delinquere in altri Paesi. Eppure è tutto così semplici da capire.

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      1. Non possiedo profili sui social network, altrimenti avrei messo un “mi piace”.
        Se Simona è una madre, come credo, avrà chiaro dove porta questo annientamento di un’intera generazione. La prima conseguenza è che, giustamente disperati, i giovani si sono rivoltati, e quando ci si rivolta non sempre si cerca di capire in che mani ci si mette, ci si rivolta e basta. Difficile prendersela coi ragazzi, come dicevo rispondendo a Elena, bisogna guardare verso la società (famiglia, scuola e politica) che li aveva educati.

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  3. Mi viene spontaneo pensare che sia più facile adottare una politica di migranti che fuggono dalla propria terra e propri famigliari ,che invece adottare una politica contro gli Stati Europei che sfruttano a dismisura la terra e la gente Africana!!!! Non commento….

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