Grazie ai social network vincono i mostri dell’inconscio e il paese muore

Quando capiremo queste cose sarà troppo tardi, ma forse è già tardi.
I social network, anzi il loro uso criminale, fanno da volano al momento più oscuro della storia italiana del dopoguerra, una situazione mille volte più pericolosa di quella apparecchiatasi all’inizio degli anni Novanta, quando il manovratore era inquietante ma unico e la televisione poteva trovare antagonisti.

Adesso non è più così, trionfano magismo, superstizione, ignoranza, sentito dire, rifiuto della responsabilità, ricerca di un nemico che giustifichi la propria esistenza, altrimenti inutile. Si afferma un tipo di cultura assetata di mondi paralleli e di esoterismo, che odia la realtà, luogo di frustrazioni, misura dei propri insopportabili fallimenti, dunque smaterializzata e ricostruita a misura delle proprie nevrosi. Una tragica replica del mondo di Oz, dominato da inquietanti presenze occulte, che nessuno può guardare in faccia con sistematicità, capaci di alterare, o addirittura di cancellare, la grammatica della fattualità, così siamo finiti nell’incubo di Dorothy Gale e non sappiamo come uscirne.

Sono stati abili, i Morisi e i Casaleggio, figure poco significative nella fattualità, a diventare sovrani nella dimensione virtuale, che si ferma a un passo dalla realtà ma può devastarla e persino ucciderla. Affondano le mani nella nostra testa, grazie ad una costante opera di manipolazione ma, contrariamente a quanto si pensa, non arrivano all’obiettivo complicando le cose, semmai usando l’espediente opposto, ossia semplificandole fino a banalizzarle. La caccia grossa punta proprio sui territori vastissimi dell’ignoranza e della suggestionabilità, dove si può negare la Gronda, negare di averla negata e dare la colpa agli altri. Contando sulla perenne anestesia degli adepti, si smonta e si rimonta a piacimento, cosmici copia-incolla nei quali si perde ogni parvenza di logica e di normalità.

Vivono di pedaggi, i maestri della messaggistica e dei social network, redditizi nei flussi della credulità più che nei caselli autostradali, pilotano con scaltrezza la caccia al negro, spesso scambiato per un piccione, e nascondono abilmente la mano. Prendono a modello, questi manipolatori digitali, lo schema di percezione dei bambini piccoli, che necessitano di categorie immediate e dicotomiche per orientarsi, quindi c’è il buono e c’è il cattivo, c’è il bello e c’è il brutto.
Le sfumature sono bandite. Così muore una società diventata grande nelle stanze dove si discutevano gli articoli della Costituzione, impegnando giornate intere nella sistemazione delle virgole, che potevano diventare spade o quarti di luna. Limitavano, i padri costituenti, l’arbitrio e la barbarie degli istinti, che avevano quasi cancellato il pianeta, spingevano la comunità sotto la sicura tutela della ragione del diritto.

Nei laboratori di Morisi e di Casaleggio si fa il contrario, riportando la civiltà alle sue strutture primitive, quando si uccideva sommariamente per la donna e per il territorio. A quella lontana e oscura stagione dell’umanità, che da non troppo tempo si era distinta dagli scimpanzé e dai bonobo, puntano le anime nere e le loro marionette, indicando la pericolosa miniera degli istinti. Odiano le persone che ragionano, i loro veri nemici, perché non funzionali ai loro progetti.

Quanto accaduto ai funerali di Stato, dove gli attuali governanti, a tutti gli effetti responsabili della tragedia, sono riusciti a mettersi all’opposizione, è un gioco di prestigio che resterà negli annali. Operazione manicomiale eppure possibile quando la percezione dei cittadini è sapientemente drogata.
Invece di sedersi con tutti i soggetti coinvolti, onde cercare soluzioni per il futuro immediato, come avrebbe fatto ogni normale padre di famiglia, e come si è messo giustamente a fare il sindaco di Genova, si sono dedicati all’unico passatempo che conoscono, sciogliere i cani, virtuali e reali, slanciandoli addosso al nemico, dopo averlo additato al mondo intero. Marionette patetiche che piangono, a favore di telecamera, i morti del crollo, dimenticando che la loro politica verso i migranti sta uccidendo, lo dicono quelli che lavorano sul campo, grandi quantità di innocenti.
Strutture mentali perverse, di ministri-mostri, che si fanno selfie mentre i parenti delle vittime sono spezzati dal dolore, e poi danno del cretino a chi glielo fa notare. Rovesciando la realtà, come sempre.

Siamo nel mezzo di una terribile regressione antropologica, cui, nessuno si illuda, pagheremo prezzi inimmaginabili. Oggi sembra difficile dirlo, ma bisogna dirlo.

 

Domenico Barrilà

8 pensieri riguardo “Grazie ai social network vincono i mostri dell’inconscio e il paese muore”

  1. Sembra di leggere “il Purgatorio” ….
    Se la nostra costituzione era fatta per difendere il cittadino ,mi sembra che nelle legislature passate la costituzione sia stata più ancora che calpestata e insieme i diritti/doveri dei cittadini italiani. Se si vuole scrivere per mettere in guardia da eventi futuri ,liberi di farlo ,gli indovini ci son sempre stati, ma i sondaggi dicono che la popolazione sta’ ritornando alla politica o populismo per chi fa parte delle vecchie legislazioni; penso che il popolo italiano abbia veramente bisogno di capire quando chi parla fa politica ,ha bisogno di tranquillità e ritrovare fiducia nelle persone che ci governano , ha bisogno che i soldi e l’economia reale ritorni a girare tra i cittadini e non tra le elite e le caste a partire da Napolitano a cui avevo creduto molto. Se si vuol commentare ,commentiamo fatti avvenuti ,non il futuro ,pensando di distruggere il presente che non si condivide.

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    1. Ogni volta che vedo citare la parola “popolo” con queste intenzioni mi vengono i brividi. Noi non abbiamo bisogno di malandrini che fanno politica perché nella vita non ne avevano azzeccata nemmeno una. La politica, gentile Wol, non è una comunità terapeutica, ci vuole competenza e buon senso. Visto che in questo blog ci esprime con libertà e non ci sono ideologie precostituite, se non quelle della civiltà, devo dirle che apprezzo moltissimo il comportamento tenuto in questi giorni da sindaco di Genova. Mai una parola fuori posto, nemmeno “popolo”. Nella storia, ogni volta che è saltata fuori con troppa frequenza questa parola magica, i morti sono arrivati a milioni. Io preferisco parlare di persone e di cittadini, non di immagini astratte, confezionate solo giusto per sottomettere le comunità.

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  2. Domenico ha pienamente ragione bella puntuale analisi della realtà sociale e politica, stiamo alla mistificazione della realtà, troppo semplicistico scaricare sui predecessori, che peraltro non ho sostenuto, e abbandonarsi in una pericolosa caccia alle streghe; le responsabilità, quando saranno accertate, e non sull’onda emotiva del momento, risulteranno molteplici e diversificate: di certo la nostra superficialità e supponenza, il nostro pressapochismo e qualunquismo ammazza la gente. Vive cordialità francesco

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    1. Quando non si possiedono argomenti e capacità progettuale, caro Francesco, si cerca sempre un capro espiatorio. È una storia vecchia, ma la gente dimentica, salvo poi ritrovarsi a rimpiangere di avere messo in quiescenza il cervello. La scorsa settimana, sul corriere della sera, padre Zanotelli aveva ricordato come negli ultimi decenni siano morti circa 4 milioni di africani, a causa della depredazione dei minerali che usiamo nei nostri telefonini. Questo non lo dice nessuno, perché l’ignoranza permette a delle nullità di issarsi ai vertici del governo. Grazie di cuore per le tue parole.

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  3. Non posso far a meno di condividere le risposte del dott.Domenico, illuminanti non solo per me ma per chi forse sta cancellando la politica per creare un populismo: sinceramente non ne potevo più di mafia, indagati,interessi privati in istituzioni pubbliche,caste,lobby e chi più ne ha ne metta …. Penso che se si può fare qualcosa ,che sia sempre positivo , anche se non proprio il nostro partito politico del cuore , si faccia ,grazie anche ai social.

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    1. Penso che siamo tutti d’accordo nel ricordare quanto negativa sia stata la politica in moti frangenti, ma cambiare significa andare verso il meglio. Questo ce lo auguriamo tutti, mi chiedo come si fa a considerare “nuovo” che nel 2008 voto a favore di un provvedimento del governo Berlusconi che favoriva sfacciatamente il gruppo Benetton . Si tratta di Matteo Salvini, un camaleonte pericoloso e spregiudicato. Dalle sue parole comprendo che lei è una persona onesta, e come tutte le persone oneste desidera un’Italia migliore. Ecco, io credo che le persone oggi al potere non sono in grado di realizzare questo desiderio, che ci accomuna. Grazie

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