Di Maio e il vizietto della contiguità

Ragionare, attenersi ai fatti. È il solo modo per gettare una luce sulla vera natura di chi oggi tiene in mano le redini del paese, a cominciare da Luigi Di Maio, che assume al Ministero dello Sviluppo la compaesana e attivista del M5S, Assia Montanino, 26 anni, nel ruolo di “Segretaria particolare”, per un compenso di 72 mila euro annui, forse lordi. Ruolo fiduciario, certo, ma stile e sostanza, se vuoi fare il Savonarola, devono coincidere perfettamente.

Un quotidiano aveva chiesto spiegazioni sulla consistenza del curriculum dell’interessata, che sembra leggerino, facendo ciò che deve fare la stampa, ma il ministro, invece di opporre argomentazioni pertinenti, si è esibito in un’imbarazzante scenata isterica. Gli accade ogni qualvolta si eccepisce su atti prodotti da lui medesimo, perde le staffe. Se invece è di buon umore si limita a parlare di complotti e di sabotaggi oppure organizza sketch sull’ormai celebre Air Force Renzi, insieme al suo assicuratore di fiducia.

A differenza del corregionale, Mario Merola, Di Maio preferisce i social network per esibirsi, dove può dire e fare quello che gli aggrada, gli adepti credono sulla fiducia, come succedeva ai seguaci di Sai Baba. Dunque, niente ragguagli sui meriti della signorina Montanino, il ragazzo, che si inamida insieme ai suoi abiti, si strappa il cuore dal petto, e tenendolo in alto con la mano destra, ci racconta di non avere “mai conosciuto una persona più onesta e leale di lei”.
Finge di non capire che il problema è l’assegnazione di un posto di lavoro per “contiguità”.

La dottoressa, dice il ministro, è “la figlia di un commerciante che ha denunciato i suoi usurai e ho avuto modo di conoscerla quando sono stato a far visita al padre per portargli la mia solidarietà. Era una giovane universitaria a cui decisi di dare una opportunità di tirocinio presso la mia segreteria di vice residente della Camera. Negli anni si è distinta per la sua capacità di gestire situazioni complesse di segreteria”. Al netto delle similitudini con i racconti di Carolina Invernizio, sono gli stessi metodi politici di ieri, Di Maio pretende che ingoiamo la pillola in silenzio, perché lui rende limpide tutte le procedure con la semplice imposizione delle mani. Dovrebbe sapere che quando si apre una breccia nel muro della purezza, comincia il conto alla rovescia, che in genere culmina con l’assalto ai forni e la cacciata dei dilettanti.

Di ragazzi in gamba quanto la signorina Montanino l’Italia è piena, sono gli stessi che la politica mortifica da sempre, favorendo gli amici. Giovani che reclamavano regole e testimonianze diverse, per questo molti di loro avevano abboccato all’amo del M5S. Ora scoprono che le leggi della contiguità sono più vive che mai, con la sola differenza che l’interprete è un modesto Torquemada permaloso che, arso dall’ansia di governare, si è steso a tappetino di fronte a un partito razzista e antimeridionale. Io c’ero, quando la Lega umiliava i meridionali, quando il sindaco leghista di Ponteranica, in provincia di Bergamo, cancellava l’intitolazione della biblioteca a Giuseppe Impastato. Il ministro forse indulgeva ancora nel vizio solitario.

Consiglierei agli adepti del Movimento, oggi a tutti gli effetti costola della Lega, di aprire e leggere i due link che seguono. Forse capiranno (ma non ci credo) che un comportamento sbagliato non cambia quando lo agisce un amico, rimane sempre sbagliato. Ma i limiti dell’elettorato fideista sono proprio questi, lo strabismo e la mancanza di onestà intellettuale, quando comandano i loro sodali abbassano la saracinesca e smettono di guardare, permettendo la nascita di nuovi mostri, a cui tutto è permesso con la scusa che quelli di prima erano antipatici e disonesti.

Oggi gli elettori dei 5 Stelle sono da considerare moralmente complici della Lega, delle morti in mare e dell’ondata di razzismo che si sta abbattendo sull’Italia e sarà così fino a quando non alzeranno la voce, uno per uno, per prenderne le distanze. Non succederà, basta leggere i commenti nei vari blog per vederli pronti a giurare che è la realtà l’unica, autentica, fake news.

Lo stesso discorso vale per premier Conte, che nel recente passato si vantava di avere un cuore che batte a sinistra. Pare evidente, tuttavia, che si riferisse ad un difetto di funzionamento. Vale ancora di più per il comico fondatore, ispiratore della più lunga e incessante manipolazione di massa (a pagamento) cui sia stata sottoposta una comunità, un personaggio capace di usare le parole come scalpelli inducendo percezioni e stati d’animo alterati, su cui costruire imperi.

Per giustificare tutto questo non può valere la scusa che Matteo Renzi è un intemperante, presuntuoso e vuoto, e lo è per davvero, ci vuole dell’altro, in tutti i sensi. Non possiamo permettere che una comunità nazionale, tanto forte da resistere al terrorismo, alla degenerazione della democrazia cristiana, al craxismo, a tangentopoli, al berlusconismo, al malaffare, al disfacimento dei partiti, possa ora essere sottoposta a eutanasia da politici che nascondono uomini falliti, pieni di boria ma anche di complessi, che cercano compenso distruggendo, nell’illusione che abbassando ogni cosa, sembreranno più alti. Sarebbe solo un’illusione ottica, che pagheremmo per generazioni.

Come suggerisce Luciano, il titolare di questo blog, bisogna portare la gente fuori dai social network, se vogliano ricostruire il Paese, perché solo guardandoci negli occhi potremo distinguere gli uomini di buona volontà dai grandi manipolatori che ci stanno rubando presente e futuro. Costoro si spacciano per salvatori ma ricordano assai da vicino certi figuri bavosi che offrono caramelle ai bambini.

Stiamo attenti, il web non è il demonio, ma può essere colonizzato da demoni.

Domenico Barrilà

http://www.lindro.it/aiutiamo-matteo-renzi-a-casa-sua/

http://www.lindro.it/la-tragedia-italiana-della-raccomandazione/

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