Niente paura, anche Hitler era un pirla, e guardate che carriera!

Supero, di poco, uno stop. Mortificato, tiro giù il finestrino e chiedo scusa all’uomo di colore che sopraggiunge da sinistra. A sua volta, tira giù il finestrino e mi chiede scusa, sebbene si sia fermato regolarmente. In effetti lo stop c’era solo dalla sua parte e lui lo aveva rispettato, quindi non c’era ragione di chiedermi scusa.

Ci salutiamo con cordialità, proseguo il mio viaggio e mi domando perché ci siamo chiesti scusa, visto che nessuno aveva commesso infrazioni o danneggiato l’altro. Di sicuro lui lo aveva fatto perché è nero. Siamo in Lombardia, dove abito da quasi mezzo secolo. Ero un ragazzino quando uno scroccone nullafacente, studente fuoricorso da un secolo, tra uno scopone e l’altro aveva fondato la Lega Lombarda, e in alcune aree si respirava lo stesso clima. Allora eravamo noi, che provenivamo dal Sud, a sentirci ospiti indesiderati e a chiedere scusa anche quando lo stop lo superavano gli altri.

Solo Milano, che col resto della Lombardia c’entra poco, faceva eccezione, cosa di cui le sono infinitamente grato, al punto da averle dedicato il mio prossimo libro. Un atto d’amore alla citta che sento mia e alla quale sono legato come un figlio.

La Lega nel frattempo si è smarcata dal fondatore ed è guidata da un altro nullafacente, più furbo e pericoloso, ma la filosofia è la stessa. Il metodo è tutto.

Qualche settimana prima delle elezioni, costui aveva visitato un campo nomadi, un piccolo rom gli si era avvicinato festosamente e lui aveva manifestato tutto il proprio fastidio. Una scena ignobile, rivelatrice dell’animo del personaggio, che grazie al web consolida le sue posizioni, prima inducendo odio, poi incassando cospicui dividendi. Certo, si tratta di comunicazione virtuale, che però taglia la carne viva, come sanno bene i passeggeri dei barconi e delle navi come l’Aquarius. Non credo lo sappia, invece, la fidanzata del soggetto, che in televisione, in prossimità della Pasqua, parlava “dei nostri bei valori”.

Francia e Spagna, due crudelissime potenze coloniali, dovrebbero stare zitte a proposito di migranti, ma non è l’Italia oggi al governo che può rimproverarle.

In tutto questo sconvolge la quantità di italiani attirati da un simile pifferaio, che a Milano sarebbe etichettano con una parolina di cinque lettere preceduta dall’aggettivo “povero”, ma questo non è consolante perché la storia è piena di individui che per compensare limiti e insoddisfazioni personali sono entrati in politica, generando catastrofi di cui portiamo ancora i segni.

Il progresso dei gruppi umani è strettamente intrecciato con l’esercizio dell’altruismo, tutte le volte che qualcuno si è rifatto all’istinto territoriale i danni sono stati spaventosi. Oggi l’Italia è in pericolo, mai lo è stata tanto nel dopoguerra, nemmeno durante gli anni di piombo, quando il Paese seppe opporre un rifiuto netto e una coscienza non ancora inquinata dalle istanze razziste e squadriste dei nuovi fascismi, celati dietro la galassia sovranista.

Lo sfaccendato di cui parliamo è abilissimo a usare le piattaforme virtuali per fomentare l’odio e indirizzarlo contro un nemico. Prima erano i terroni, oggi i neri e gli zingari, domani chissà. Quando sì è a corto di umanità, basta un nemico per avere successo.

Mentre agisce indisturbato, il M5S gli tiene la giacca, anche grazie al ministro che vanta un curriculum di assicuratore di paese, noto per l’attitudine a postare immagini false sui social. Il web non fa distinzione tra nullità e genio. Si fa carriera lo stesso.

Tra non molto sarà difficile individuare gli elettori che il 4 marzo avevano imbracciato la scheda elettorale come una lupara, sparando sulla nostra storia e su tutto ciò che finora ci aveva, bene o male, tenuti insieme. A loro dedico le meravigliose parole di Giuseppe Pontiggia, che marcano un abisso incolmabile tra una persona civile e un troglodita. “Riconoscere la diversità non è razzismo. È un dovere che abbiamo tutti. Il razzismo però deduce dalla diversità degli altri uomini la diversità dei diritti. Noi invece pensiamo che i diritti siano uguali per tutti gli uomini”.

Domenico Barrilà

Ps. Il vero grillo parlante dei 5S non è il comico, ma Alessandro di Battista, che si sta godendo delle lunghe e meritate vacanze negli Usa. Ogni tanto ci delizia con delle perle di saggezza e a noi viene il terrore che gli americani possano scoprirlo e tenerselo per loro. Da sudare freddi.

Stavolta dice che “Il futuro degli africani è in Africa”, sennonché dimentica che l’Africa è diventata inospitale anche perché i cari amici di suo padre, insieme ad altri colonialisti europei, quel continente se lo sono divorato. Apprendiamo dalla sua viva voce che lui in Africa ci ha pure lavorato, poi però è tornato.

C’è stato un altro grande mago della narrazione applicata alla politica che aveva annunciato un futuro in Africa, ma poi è rimasto a casa. Pare si guadagni di più.

Insomma, l’Africa attraversa sempre la strada dei maghi dello storytelling, ma non si acchiappano mai definitivamente, con la differenza che i figli di quella terra viaggiano su delle carrette rischiando la pelle, mentre i maestri di vita, i minimi guru paesani, si accontentano di un aereo di linea.

7 pensieri riguardo “Niente paura, anche Hitler era un pirla, e guardate che carriera!”

  1. Un istrione che a colpi di web e facendo leva sulle paure riesce a fare dimenticare tutto. Ce ne sono tanti in giro per l’Italia in questo momento. Jeeg robot della comunicazione destinati a far carriera. Nonostante tutto.

    Mi piace

  2. Adoro i quiz: la parola è Pirla! ma non divaghiamo, metterei il soggetto e la fidanzata su un gommoncino e li lascerei alla deriva sotto il sole d’agosto, diciamo ad un paio di miglia da Portopalo di Capopassero, una bottiglietta d’acqua da mezzo litro, niente cappello e tanto amore, come quello che sciorinano sulle riviste di pseudo-gossip.
    24 ore sarebbero sufficienti, per ottenere qualche goccia di umanità

    Mi piace

    1. Pensare non è sufficiente, perché questi poveri Cristi,hanno affrontato il deserto ,che li ha decimati,le sevizie evtorture dei frontalieri africani , e da ultimo (più rilassante,ma con percentuale di rischio della vita altissimo ,visto che già ne sono annegati diverse decine di migliaia x non dire centinaia, il mare. –
      Perché non pensiamo anche ai nostri italiani emigrati ogni anno quasi 200milla,verso terre sconosciute ,certo più civili di quelle dove una politica fatta fino ad oggi non ha saputo dare agli stessi italiani un futuro!!!! E con gli stessi politici vogliamo che gli africani passino il loro confine illusioni da un benessere fatto di tacito schiavismo e falsa democrazia?? – Se veramente sei così felice di abitare nella “nostra” Italia e vuoi che africani partecipino alla stessa felicità più senza lavoro e manco un futuro ?!?!? Avanti così senza cambiare lo Stato saremo tutti in balia diacellai col camice da medico !!!

      Mi piace

  3. Sono attirato sempre dalla pacatezza e schietta efficacia degli articoli e post del dott. Barrila’ ; in questo articolo mi sento di dover dare peso ad un elemento che non è stato menzionato: l’Europa.
    I confini di ogni stato ,in geografia e topografia,venivano segnati con un colore diverso x evidenziare e distaccare l’area di appartenenza , ma a quanto sembra il colore dei confini dell’Europa non ha ancora preso colore . Se effettivamente ogni nazione interna all’Europa non vuole essere solo un “problema” economico da sviluppare , bisogna che ci si occupi anche di altri argomenti più sociali e quello dell’immigrazione dovrebbe essere seriamente affrontato ; il confine europeo dovrebbe essere colorato e per chi come gli immigrati si approcciano a tale linea ,automaticamente dovrebbero ricevere la relativa allocazione. Non è possibile che tra tutte le navi ONG non ce ne sia una Italiana e gli immigrati debbano arrivare tutti sulle coste italiane perché, fuori dalle leggi,gli è sempre stato permesso!! E peggio ancora quando arrivano con bagnarle e barconi ,il posto più vicino sia l’Italia dove chiaramente preferiscono approcciare….

    Mi piace

  4. Mi viene solo un commento. Mia nuora e’ prossima al parto, mancano circa 15 giorni all’evento. Ha rinunciato a trascorrere questo fine settimana al lago, anche se dista solo un’ora di macchina dalla citta’ in cui vive. Ma, giustamente, non se la sente di allontanarsi da casa nelle sue condizioni.
    E allora penso a quelle povere donne in gravidanza che sono costrette a stare giorni e giorni su un barcone in mare aperto, ammassate ad altre persone, e senza nessuna certezza del presente, figuriamoci del futuro.
    Non basta venire al mondo, occorre anche crescere, e per farlo bisogna avere tutte le condizioni perche’ questo avvenga. A qualunque costo. Ma forse per i nostri politici questo e’ un ragionamento troppo complicato. Loro preferiscono parlare di numeri, di percentuali degli sbarchi in crescita o in diminuzione, secondo l’appartenenza politica, comodamente seduti sulle loro poltrone. In fondo anche loro presto saranno in partenza. Li vedremo fotografati in costume da bagno nelle varie localita’ turistiche, distanti dalle loro case e distanti anni luce dal cuore del problema. Ma avranno una possibilita’ in piu’ rispetto agli altri viaggiatori, loro a settembre torneranno, gli altri forse non ce la faranno neanche a raggiungere la costa. Fine del viaggio.

    Mi piace

  5. Grazie, caro Domenico, per il contributo prezioso nel tuo avamposto di humanitas e paideia. Condivido, come al solito, anche le virgole. Infinita indignazione, grande preoccupazione, incertezza per il futuro, per i nostri figli. La speranza è nelle scuole, nell’esercito di insegnanti che può combattere la mafia, ma anche l’inciviltà e la barbarie. E questi piccoli grandi avamposti, come il tuo, di riflessione, di cittadinanza attiva, di memoria storica, di sveglia alle coscienze che sembrano narcotizzate, ci vogliono eccome!!!
    Eleonora Iannelli

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.