Riscopriamo il “noi”

Voglio riprendere il discorso iniziato un paio di settimane fa con il post sui nativi digitali, dando per scontato per un momento che questa categoria esista così come è stata definita da Prensky, perché se trovo affascinante l’idea di una “nuova umanità” capace di manipolare con estrema padronanza innumerevoli informazioni parallelamente, trovo altrettanto interessante registrare come l’utilizzo di questi media spesso dia l’impressione di avvenire in un territorio a metà strada fra l’incoscienza e l’immaturità.

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Quanto è grande l’ambiente

Nel post precedente Luciano si era soffermato sulla descrizione delle categorie “Nativi digitali” ed “Immigrati digitali”, mutuandole da un ormai celebre articolo di Mark Prensky risalente ad una quindicina di anni fa. Due espressioni che cercano di inquadrare il posizionamento delle generazioni nuove e vecchie rispetto al fenomeno digitale. Tuttavia ciò che più mi aveva colpito era il concetto di discontinuità, poiché il vero nodo che ci troviamo ad affrontare rispetto alle nuove tecnologie si nasconde proprio in questa parola. Continua a leggere “Quanto è grande l’ambiente”

Perché correre pensando

Nel corso di un convegno sulla memoria digitale (Luciano era relatore, Domenico spettatore) eravamo rimasti impressionati dall’entusiasmo dei relatori, talmente travolgente da non ammettere eccezioni. Accade sempre così quando ci si innamora di una prospettiva, nella nostra testa diventa subito verità, il passo successivo è che lo deve essere per tutti.

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